Sicurezza
Prato, la prof abilitata ma che non entrerà di ruolo nonostante i posti ci siano
E’ la storia di Luisa Bessi, insegnante di spagnolo che continuerà ad essere precaria dopo aver investito soldi e pazienza
PRATO. Sognava di entrare in ruolo a settembre, dopo nove anni d’insegnamento di spagnolo nelle scuole medie come seconda lingua straniera. Il salvagente contro il precariato di Luisa Bessi, classe 1979, si chiamava abilitazione e così eccola imboccare a marzo 2014 la strada dei Pas (percorsi abilitanti speciali), complice una lunga anzianità di servizio.
Una spesa di 2500 euro e quattro mesi di studio intenso per poi rimanere a bocca asciutta. Il motivo? A Prato esistono due cattedre di lingua spagnola alle medie, ripartite fra le scuole "Buricchi", "Fermi", "Convitto Cicognini" e "Convenevole": un pacchetto settimanale di appena due ore di insegnamento. In tasca l’abilitazione ed essendo prima nella graduatoria di seconda fascia (quella riservata agli abilitati Pas oppure con Tfa, tirocinio formativo attivo a pagamento),
Luisa sperava nel posto di ruolo. E invece, è stata beffata due volte. Per l’insegnamento dello spagnolo alle medie (classe di concorso A445) le graduatorie ad esaurimento (Gae), da cui gli uffici scolastici provinciali attingono per le nomine di ruolo, si sono esaurite da due anni. E non c’è nemmeno modo di pescare docenti dalle graduatorie di merito del concorso: per questa materia specifica il Concorsone del 2012 non era stato fatto. Dunque niente spagnolo? Sì, ma i ragazzi si troveranno per l'ennesima volta con la prof supplente.
«Nella nostra classe di concorso risultano a Prato cinque insegnanti in seconda fascia abilitati con i Pas. Sappiamo purtroppo che le due cattedre verranno assorbite da altri insegnamenti linguistici, dunque date ai colleghi che hanno già il ruolo. L’abilitazione con i Pas - fa notare Luisa - ci era stata presentata come una misura “salvaprecari”. Ora così siamo laureati e abilitati, abbiamo speso denaro e tempo, ma niente ruolo. Cosa abbiamo di diverso dai docenti iscritti nella graduatoria ad esaurimento (anche loro abilitati ma con le vecchie scuole di specializzazione, Ssis, ndr)?».
E pensare che Luisa fino al 2009 di mestiere faceva anche l’impiegata, oltre all’insegnante. Decise di mollare un lavoro sicuro per lanciarsi in una professione che era decisamente nelle sue corde. «Iniziai con una supplenza annuale di due ore alla settimana, poi diventate sei. Anche quest’anno, di sicuro, mi toccherà una supplenza annuale alle “Buricchi” dove insegnerò per il quarto anno consecutivo». Insomma, quasi una situazione kafkiana: nonostante tanti sacrifici per Luisa niente è cambiato.
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