Gioco
Un altro furto di lana pregiata, gang si cala dal tetto e svuota il capannone
Presa di mira la ditta Sanesi di via Parrini al Macrolotto Zero di Prato. I ladri fuggono col camion della ditta carico, valore oltre 20.000 euro
PRATO. La banda specializzata in furti di lane pregiate è tornata in azione: identica la modalità d’esecuzione, di certo un altro colpo su commissione. Questa volta a entrare nel mirino della gang è stata la ditta Sanesi Sergio e Sandro di via Parrini nel Macrolotto zero nei pressi di via Pistoiese. Approfittando della chiusura per ferie, i ladri hanno potuto agire indisturbati portando via una partita di carbo lana noils di oltre due tonnellate e sei colli di lana zelanda per altre due tonnellate e mezzo del valore complessivo di oltre 20mila euro, senza contare i danni provocati alle strutture del capannone e ai macchinari.
“E’ bene che questi atti vengano raccontati - afferma la figlia di Sergio Sanesi, Sara - perché negli ultimi mesi i furti di lana sono stati frequenti ma nessuno ne parla”. E in effetti un furto fotocopia è stato meso a segno il 15 luglio scorso nella ditta Lanificio Tessilpelo in via dell’Agricoltura a Bagnolo. In quel’occasione i ladri fuggirono con un bottino di 25mila euro. Nel 2011 furono numerosi i furti di cachemire.
Come nel colpo di Montemurlo, i ladri per entrare all’interno del capannone si sono calati dal tetto fratumando il lucernario e spaccando una parte della copertura. Una volta dentro hanno agito indisturbati: per trasportare le balle di lane hanno utilizzato il camnion della ditta un Dayli da 35 quintali che era parcheggiato all’interno del cortile e per caricare il messo è stato utilizzato, forzando il blocco dell’accensione, il muletto dell’azienda.

La banda deve aver impiegato diverso tempo per caricare completamente il camion ma nessuno si è accorto di quanto stesse accadendo. Una volta terminato, per uscire hanno forato la serratura del cancello danneggiando anche una parte di muro.
E’ stato il figlio del titolare dell’azienda a scoprire domenica il furto. Al rientro dalla vacanze, assieme a un altro imprenditore, si era recato in via Parrini per un sopralluogo: vedere la situazione prima di riprendere l’attività. Ha però trovato il capannone semivuoto e completamente a soqquadro. Oltre la lana, infatti, i ladri hanno rovistato all’interno dei pochi mobili presenti, in cerca di denaro o di qualcosa di valore senza però trovare nulla.
Sanesi una volta scoperto l’accaduto ha immediatamente chiamato la polizia che è giunta sul posto per gli accertamenti. Ieri è andato in questura per sporgere denuncia.
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