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Prato

Vaiano, fiamme in un capannone, conteneva il "tesoro" di un truffatore. Foto

di Paolo Nencioni e Alessandra Agrati
Vaiano, fiamme in un capannone, conteneva il "tesoro" di un truffatore. Foto

L'immobile era stato sequestrato dalla polizia il 13 agosto scorso perchè all'interno erano stati scoperti 250 pancali di merce della società "99 Cent" comprata ma non pagata. Allarme amianto nell'aria per la copertura in eternit consumata dalle fiamme. E il prelievo di acqua per spegnere l'incendio manda in crisi l'acquedotto di Vaiano

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(La colonna di fumo che si leva dal capannone)

VAIANO. Un capannone è andato a fuoco nella mattina di oggi, 23 agosto, in via Fratelli Buricchi a Vaiano. L’allarme è scattato intorno a mezzogiorno. I vigili del fuoco di Prato hanno raggiungo il luogo con tre squadre. Un incendio di grosse dimensioni, testimoniato dall'alta colonna di fumo visibile anche a chilometri di distanza. Qualche preoccupazione ha destato la circostanza che all'interno del capannone ci fossero fuochi d'artificio, ma poi si è appurato che il materiale pirotecnico era già stato in tutto o in gran parte tolto dal magazzino. Di sicuro dentro il capannone erano conservati oggetti e materiali posti sotto sequestro nel corso di un'inchiesta giudiziaria. I vigili del fuoco e la polizia municipale di vaiano hanno bloccato la strada per consentire ai vigili del fuoco di lavorare in tranquillità.

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(Fiamme nel capannone a Vaiano dentro il quale pare ci siano fuochi d'artificio)

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(La colonna di fumo sopra Vaiano)

Durante le fasi di spegnimento si sono udite una serie di piccole esplosioni all'esterno del capannone in fiamme in via Buricchi. Secondo i vigili del fuoco potrebbero essere esplosi alcuni fuochi d'artificio conservati all'interno. Sul posto, oltre ai carabinieri, è arrrivato anche il sindaco di Vaiano Primo Bosi e l'ex europarlamentare Claudio Morganti.

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Il magazzino andato a fuoco a Vaiano, di proprietà della famiglia Vannucci, non coinvolta nell'inchiesta penale, ha una storia criminale recente: era stato scoperto il 13 agosto dalla polizia stradale che indagava su una maxi-truffa da parte del titolare della ditta "99 Cent" che fino a pochi mesi fa negozi a Prato e in altre parti d'Italia e che, dopo alcuni sequestri delle forze di polizia, aveva trasferito la sede in Campania. All'interno della struttura gli investigatori scoprirono 250 pancali di merce varie acquistate ma mai pagate ai fornitori, per un valore di circa due milioni di euro. Il magazzino venne posto sotto sequestro.

Proprio in questi giorni la polizia stava concludendo l'inventario delle merci truffate per poi riconsegnarle ai legittimi proprietari, operazione che non avverrà a causa delle fiamme che hanno divorato ogni cosa. Laconico il commento di un investigatore: "Evidentemente qualcuno ha deciso che la merce truffata non debba essere restituita a nessuno". Sulle cause dell'incendio bocche cucite da parte dei vigili del fuoco. Ma il sospetto è che si tratti di un rogo doloso. Nessuno crede al corto circuito o all'autocombustione. La copertura del capannone, quasi completamente distrutta dall'incendio, è in eternit, dunque bisognerà tenere sotto controllo le eventuali emissioni nell'aria. E' stato il sindaco Primo Bosi a lanciare l'allarme e a consigliare i cittadini di tenere chiuse le finestre. Ecco il video con l'appello del sindaco.

Curiosamente, l'eccezionale prelievo di acqua da parte dei vigili del fuoco per spengere l'incendio, ha mandato in crisi l'acquedotto di Vaiano. Lo rende noto Publiacqua: "Informiamo i cittadini del Comune di Vaiano che, causa attingimento eccezionale da parte dei Vigili del Fuoco per lo spegnimento di un incendio in corso in una azienda, stiamo registrando un progressivo e rapido abbassamento del livello i depositi a servizio del Comune. I nostri tecnici stanno mettendo in atto tutte le manovre possibili per ridurre al minimo i disagi ma problemi di approvvigionamento si stanno già registrando e potranno protrarsi anche nelle prossime ore soprattutto nelle località Casacce e Pozzino. Publiacqua si scusa con i cittadini per i disagi che questo eventi potrà provocare loro".

In questo video il titolare dell'Officina Becar di via Fratelli Buricchi, tra i primi a dare l'allarme, racconta quello che ha visto negli attimi immediatamente successivi all'incendio.

Proprio accanto al magazzino bruciato c'è il capannone dove lo scorso 26 febbraio i carabinieri trovarono un'enorme piantagione di marijuana, oltre 5.000 piantine, messa in piedi da alcuni cinesi che furono arrestati.

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