Il dolore
Prato, ecco perché nessuno si è candidato per un posto da cuoco o da guardarobiere
Le graduatorie provinciali dell’ex provveditorato sono rimaste deserte perché nessuno aveva i requisiti di 24 mesi di anzianità. Un “titolo” difficile da maturare. Le assunzioni a tempo indeterminato riguardavano il Convitto Cicognini e l’istituto Datini. Ora si provvederà con assunzioni temporanee
PRATO. «Le assegnazioni dei ruoli vengono fatte a livello nazionale, dal ministero dell’Istruzione. Questo non conosce le singole graduatorie provinciali permanenti, ma distribuisce i posti in base alle richieste fatte dagli istituti». La segretaria Cisl scuola di Prato, Annastella Tempestini, spiega così la situazione che si è creata in città, con il via libera a nuove assunzioni a tempo indeterminato per il personale Ata in ambito scolastico e l’assenza di candidati utili in alcune graduatorie. Come dichiarato dall’ufficio territoriale di Prato, per i tre profili professionali – cuoco, guardarobiere e assistente tecnico alberghiera -, che potrebbero ottenere l’incarico fisso, non esistono persone disponibili nelle graduatorie permanenti. Questo non significa che sul territorio non ci siano candidati interessati al posto, ma i requisiti necessari per entrare a far parte di tali liste, da cui poi l’ex provveditorato deve attingere, sono rigidi e non facilmente raggiungibili. Per tutti i profili Ata occorre possedere un diploma di maturità, che diventa specifico nel caso in cui si cerchi di lavorare nell’ambito tecnico, ma il vero limite che vieta a molti di accedere alle graduatorie permanenti è l’anzianità di 24 mesi che ognuno deve maturare con contratti temporanei in terza fascia.
Ma guardiamo nel dettaglio quelle che sono le condizioni obbligatorie che blindano le graduatorie provinciali a cui non tutti possono avere accesso. Per diventare cuoco occorre un diploma di qualifica professionale di “Operatore dei servizi di ristorazione, settore cucina” (durata quinquennale); questo permette di presentare la domanda per l’inserimento nelle graduatorie di istituto, cosiddette di terza fascia; se si viene chiamati da queste per lavorare, si matura un punteggio; quello utile per poter poi accedere alle graduatorie provinciali, a cui si assegnano i ruoli a tempo indeterminato, prevedono un’anzianità di almeno due anni di servizio (24 mesi, ovvero 23 mesi e 16 giorni) prestato in posti corrispondenti al medesimo profilo professionale per cui si richiede l’inclusione.
La figura di cuoco, che nel nostro caso era stata richiesta dal Convitto Cicognini, è addetta alla preparazione e al confezionamento dei pasti, alla conservazione delle vivande, anche attraverso strumentazioni particolari, di cui cura anche l’ordinaria manutenzione. Per diventare assistente tecnico alberghiera, profilo definito dal Miur col codice Ar20, serve possedere un diploma di “Addetto ai servizi alberghieri di cucina”, oppure di “Addetto alla pasticceria e all’industria dolciaria”, o di “Addetto ai servizi sala e bar”. Anche per questo profilo occorre l’inserimento nella terza fascia e il successivo passaggio alla prima dopo aver maturato 24 mesi di servizio nello stesso profilo. L’assistente veniva richiesto dall’istituto Datini che lo avrebbe impiegato nella conduzione dei laboratori didattici nel reparto cucina o sala bar. Per diventare guardarobiere bisogna avere un diploma di qualifica specifica rilasciato da un istituto professionale per operatore della moda. Vale poi sempre l’inserimento nella graduatoria di terza fascia e, dopo la maturazione di 24 mesi di servizio, il passaggio nella prima. Questo profilo veniva richiesto dal Convitto Cicognini. Esso si occupa della conservazione, custodia e cura del corredo degli alunni, nonché dell’organizzazione e tenuta del guardaroba. Tra i tre profili disponibili per l’assegnazione del ruolo sicuramente quello di cuoco è il più diffuso e di interesse. Per ovviare alla mancanza di candidati nella prima fascia le due scuole dovranno attingere alla terza fascia con assunzioni a tempo determinato.
Per potersi inserire nelle graduatorie provinciali permanenti e ambire al posto fisso, la procedura, come detto, non è proprio facile e viaggia sul canale di reclutamento del Miur per il personale scolastico, differente da quello dei Centri per l’impiego. Con il diploma specifico in mano si può intanto tentare l’inserimento in terza fascia di istituto e sperare di venire chiamati per un lungo incarico temporaneo che permetta di maturare l’anzianità di servizio e passare, all’apertura del bando per le graduatorie permanenti, nella lista da cui si può sperare nella vera assunzione per tutta la vita.
Martina Altigeri
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