Il dolore
Centinaia di persone all’ultimo saluto a Jennifer
A Vernio i funerali della giovane mamma uccisa la notte di Ferragosto. Distribuiti centinaia di nastri rossi. L'investigatore privato ingaggiato dalla famiglia rivela che sul luogo dell'omicidio è ricomparso un telefono smarrito un mese prima da Jennifer. Amici e parenti ricordano la giovane al lago di Bilancino con un brindisi
VERNIO. No, la vita non è un film, non c’è il lieto fine e poi il buono perde... Quando nella chiesa di Sant’Antonio a Vernio sono risuonate le note e le parole struggenti degli Articolo 31 sarebbe stato difficile non commuoversi anche per chi fosse passato di lì per caso. Ma le centinaia di persone che ieri pomeriggio, 21 agosto, hanno affollato la chiesa non erano lì per caso, erano venute a dare l’ultimo saluto a Jennifer Miccio, la donna di 30 anni, madre di un bambino di 10, che è stata uccisa (quasi certamente da Daniele Baiano, amico morto suicida poche ore dopo) la notte di Ferragosto davanti alla discoteca Bahia al lago di Bilancino, nel Mugello.
Gli amici di Jenny però un lieto fine gliel’hanno voluto regalare lo stesso. Terminata la funzione si sono piazzati dall’altro lato della strada e al passaggio del feretro hanno scoppiato petardi, hanno riempito l’aria di coriandoli e stappato bottiglie. “Ti vogliamo così, come sei sempre stata” recitava uno striscione appeso al cancello. L’ultimo omaggio a una giovane donna che anche don Giovanni Chiti durante l’omelia ha definito esuberante. Una donna che ha fatto a pugni con la vita e alla fine è stata messa al tappeto da un colpo proibito, arrivato da uno che lei credeva amico e invece si è trasformato nel suo carnefice.
L'ultimo saluto a Jennifer (video di Claudio Batavia)
Ma le due famiglie, quella di Jennifer e di Daniele, non sembrano voler accettare la spiegazione più verosimile e sorretta dagli elementi concreti raccolti dai carabinieri, e cioè che Daniele abbia tramortito Jenny al culmine di una lite e poi l’abbia volontariamente investita con la sua Fiat Punto. Fuori dalla chiesa di Vernio ieri c’era anche Giorgio Franchetti, collaboratore dell'agenzia di investigazioni Mazzini di Padova ingaggiato dalla famiglia Miccio per far luce su presunti aspetti poco chiari. In realtà nemmeno Franchetti crede seriamente che possa esserci una terza persona in questo dramma. Semmai l’inchiesta parallela punterà a far emergere, se possibile, l’ipotesi di un atto involontario, colposo, l’investimento per sbaglio, la presa di coscienza, il suicidio di chi non sa darsi pace. «Sarebbe importante soprattutto per la famiglia e il figlio di Jennifer» dice Franchetti. Al momento però l’unica stranezza è la ricomparsa sul luogo dell’omicidio del telefono cellulare di Jennifer, di cui era stato dichiarato lo smarrimento un mese prima durante un concerto a Lucca. Sembra invece sparito il telefono in uso in quel momento a Jennifer, lo stesso telefono dal quale sono partite tre chiamate agli amici e al fratello di lei prima dell’epilogo drammatico. Ma anche questo potrebbe essere spiegato con una semplice dimenticanza. C'è anche l'ipotesi che la ricomparsa del telefono smarrito possa essere stata all'origine della lite tra Jennifer e Daniele, ma sembra un movente troppo debole per scatenare un contrasto che porti a un omicidio.
Resta il fatto che si è trattato dell’ennesima violenza di un uomo su una donna. Per questo prima del funerale sono stati distribuiti centinaia di nastri rossi, il segno della lotta contro il femminicidio. «La notizia della morte di Jennifer si è abbattuta su Vernio come un fulmine - ha detto don Giovanni durante la messa - Non ci dobbiamo rassegnare alla violenza sulle donne».
«Gege era un piccolo uovo dal guscio fragile ma con tanta forza dentro - ha aggiunto il fratello Adriano trattenendo a stento le lacrime - Ha dovuto combattere fin dal primo giorno della sua vita, ha combattuto e vinto per i problemi alla vista, per la sua paura dei cani, si è fatta una famiglia con l’uomo che amava...». E quando partono le note di “Non è un film” tutto il dolore represso si scioglie in un pianto liberatorio collettivo, mentre il feretro si muove lentamente accompagnato dal sottofondo di un pezzo dei Metallica. Sì, forse Jenny avrebbe voluto che fosse proprio così.
Il lungo applauso al termine della messa
Amici e familiari hanno poi deciso di ricordare Jennifer sul luogo dell'omicidio con un brindisi. Un folto gruppo di persone si è spostato nel tardo pomeriggio al lago di Bilancino facendosi immortalare nella foto qui sotto. La famiglia di Jennifer ha infine ringraziato pubblicamente tutti coloro che hanno partecipato ai funerali: "Tutta la cittadinanza di Vernio, il comitato dei negozianti , il parroco don Giovanni, le istituzioni e i carabinieri che sono stati vicini alla famiglia, gli amici presenti e quelli intervenuti dall’estero, ringraziano inoltre l’ Associazione “La Nara”di Prato che insieme alla Croce Rossa di Vernio ha distribuito i fili rossi, un ringraziamento particolare alle Onoranze Funebri Ciarnese per la sensibilità, la vicinanza e l’organizzazione degli eventi".








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