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Prato

Prato, cacciato da casa a 38 anni perché resta senza lavoro

di Maria Lardara
Prato, cacciato da casa a 38 anni perché resta senza lavoro

La vicenda di un pratese attualmente senza stipendio ma costretto a vivere in un garage e da un’amica perché la mamma non lo vuole

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PRATO. Un anno senza lavoro, impazzendo tra centri per l’impiego e agenzie interinali. Ovvero, un anno senza stipendio dopo essersi destreggiato tra un contratto e l’altro come commesso, barista e persino gestore di un circolo. Cronache di ordinaria disoccupazione. In questo momento, a Prato sono migliaia i giovani non più “giovanissimi”, per così dire, che fanno fatica a ritagliarsi un posto nel mercato del lavoro. Ma la storia di Jury Paolieri, 38 anni e un diploma di istituto d’arte in tasca, è tutta particolare. Perché lui, una casa in teoria ce l’avrebbe. Solo che non può mettervi piede. A marzo scorso, secondo quanto racconta, la madre gli avrebbe sbattuto la porta in faccia nonostante non le manchino le possibilità economiche per mantenere il giovane.

«Il problema di fondo è che non accettava che un figlio di 38 anni potesse stare senza un’occupazione per così tanto tempo. Ma la crisi è sotto gli occhi di tutti, del resto la voglia di lavorare non mi è mai mancata. Nell’estate 2013 - racconta Jury a riprova del suo spirito di volontà - ho lavorato in un bar di Viareggio per 14 ore al giorno, poi finita la stagione sono rientrato a Prato ma a quel punto non mi è capitata più nessuna opportunità». Da marzo a oggi la situazione è precipitata: per due mesi, fra maggio e giugno, Jury ha fatto la spola tra un appartamento e l'altro degli amici arraggiandosi persino in un garage nella zona di San Paolo "prestato" sempre da amici, pur di avere un tetto sopra la testa.

«Attualmente sono ospite ancora per qualche giorno presso un’amica di Sesto Fiorentino che s’è proposta di pagarmi una stanza per il mese di settembre, dopodiché il rischio sarà quello di finire nuovamente per strada. Con i servizi sociali del Comune ho appuntamento per il 27 agosto ma prima di ottenerne uno ho dovuto aspettare molto tempo. Oltretutto, risulto ancora residente nella casa di mia madre con cui tentare una riconciliazione sarebbe impossibile». Il sogno di Jury sarebbe stato quello di mettere a frutto il diploma di designer-arredatore ma questo settore con lui è sempre stato avaro di opportunità.

«Mi basterebbe tornare a lavorare in un negozio o in un bar, l’esperienza non mi manca. Non chiedo aiuti economici, solo un lavoro per potermi pagare un alloggio e per avere quella dignità che ogni cittadino non dovrebbe mai perdere». Purtroppo, quando si presenta a un colloquio spesso Jury si sente dire che a 38 anni è troppo vecchio. «Le politiche di sostegno al lavoro spesso privilegiano la fascia d’età dei giovanissimi, dimenticando un altro target, quello tra 35 e 45 anni, considerato troppo in là per certi mestieri. Perché un bar dovrebbe prendere me se con un ventenne può avere costi più bassi?»

Chi volesse mettersi in contatto con lui per proporgli un lavoro e dargli così un'opportunità può rintracciarlo al numero 340 6020137.
 

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