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Prato

Archivio delle meteoriti insieme alla Nasa

Archivio delle meteoriti insieme alla Nasa

L’annuncio del Museo di scienze planetarie, che potrebbe ospitare una banca dati mondiale

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PRATO. Al Museo di scienze planetarie potrebbe nascere un archivio molto speciale, quello delle rocce da impatto, che si formano in seguito alla caduta di meteoriti e asteroidi sulla Terra. Ad annunciarlo è il direttore del museo, Marco Morelli, che spiega come siano già in fase avanzata i contatti con l’Agenzia spaziale europea e la Nasa per la costituzione della banca dati. Il Museo di scienze planetarie di via Galcianese è una struttura unica in questo genere in Italia ed è custode della più importante collezione di meteoriti e rocce da impatto presenti nel nostro Paese; effettua da anni ricerca scientifica per lo studio delle meteoriti e degli effetti degli impatti di grandi asteroidi della superficie del nostro pianeta. Da circa due anni il Museo ha stretto collaborazioni nazionali e internazionali con l'Agenzia spaziale europea, l'Agenzia spaziale italiana e sta partecipando alla realizzazione del più importante parco astronomico europeo che troverà sede sulle Madonie, in Sicilia. Qui, tra le altre, verrà alloggiato il più grande telescopio euroasiatico per l'individuazione e l'osservazione di oggetti cosmici che potenzialmente potrebbero impattare sulla Terra.

«In Sicilia - spiega Marco Morelli - il nostro museo si occuperà degli allestimenti del museo associato al Parco Astronomico e della ricerca scientifica relativa allo studio di meteoriti e rocce da impatto, le rocce che si originano per l'impatto di asteroidi sulla Terra e che ci raccontano dei grandi stravolgimenti ambientali che, periodicamente, nel lontano passato del nostro inquieto pianeta, hanno colpito le forme viventi. Un esempio su tutti la scomparsa dei dinosauri da imputare per lo più alla caduta di un asteroide di dieci chilometri che ha sconvolto il clima terrestre per centinaia di milioni di anni».

«Comprendere come l'interazione tra la Terra e meteoriti e asteroidi possono influenzare l'evoluzione degli ambienti naturali - aggiunge Morelli - vuol dire capire come e cosa fare di fronte alla possibilità che un asteroide ci colpisca. Sembra fantascienza ma le probabilità non sono così remote ed eventi come quello sui Monti Urali, in Russia, lo scorso anno, devono far riflettere». Sulla Terra sono ancora conservati poco meno di 200 crateri da impatto.

«Con alcuni colleghi dell'Agenzia spaziale italiana e dell'Istituto nazionale di astrofisica che partecipano al progetto del Parco Astronomico in Sicilia - dice Morelli - abbiamo convenuto che è oggi necessario unire in un'unica banca dati campioni provenienti da tutti i crateri da impatto identificati sulla Terra, in modo da facilitare il compito degli studiosi che, in questo modo, facendo riferimento a Prato, potranno ottenere una visione complessiva e completa dei dati acquisibili".

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