Attenzione
Resistere alle slot, all’Arci di Sofignano è impresa possibile
Santini, segretario del circolo nel comune di Vaiano (Prato) ha aderito a #toscananoslot. Nello spazio per le macchinette i giochi per i bambini
PRATO. In fondo, lo spazio c’era: le macchinette infernali avrebbe potuto sistemarle nella stanzetta sul retro del bar. Invece, largo ai giochi per bambini per colorare un ambiente a misura di famiglia. In 62 anni di vita, il circolo Arci “Le Fornaci” non ha mai visto com’è fatta una slot machine. Già, perché non ci sono solo i gestori di circoli e bar che hanno deciso di farla finita con le macchinette mangia-soldi, introito sicuro e “facile” per i loro bilanci.
Ci sono luoghi in cui le slot sono sempre state un tabù mai infranto: uno di questi è il circolo Arci di Sofignano, che aderisce alla campagna #toscananoslot lanciata dal nostro quotidiano. In questo borgo tutto pedonale di poche anime a due passi da Vaiano, una sorta di buen retiro per i pratesi in estate, il gioco a portata di mano sarebbe deleterio per una comunità sonnecchiante che ruota intorno all’unico punto d’aggregazione sociale dato dal circolo.
Eppure, non è stato facile resistere alle sirene di certi soldi “facili”. “Nel giugno 2013 abbiamo riaperto il circolo dopo un periodo di chiusura - racconta il segretario Yuri Santini - rilevandolo dalla gestione di un privato. Subito ci contattò una ditta per installare le slot. La risposta ferma della dirigenza del circolo (presidente, vice e segretario abitano tutti nel raggio di pochi metri, ndr) fu negativa. Sapevamo che avremmo perso una possibile fetta di guadagno. So di circoli cui le slot fruttano anche un migliaio di euro al mese, con cui pagano addirittura gli stipendi delle banconiere”.
“Esistono luoghi deputati al gioco d’azzardo come le sale bingo, cosa c'entra una realtà come l'Arci votata al sociale? Qui le slot non hanno senso. Per quanto ci riguarda, dal circolo abbiamo tolto la vendita di sigarette, nonostante ci sia tanta richiesta”. La dipendenza è una brutta bestia e ne sanno qualcosa gli abitanti della piccola Sofignano, dove c’è chi si è ridotto sul lastrico per il vizio del Gratta e vinci. Rimane il problema economico di come un circolo possa sostentarsi, pagare gli stipendi a due banconiere e l’affitto (l’immobile è di proprietà della Coop di Vaiano). Il segreto? No alle slot, ben vengano i tortelli di patate.
“Qui ospitiamo compleanni e comunioni, poi ci sono le nostre serate culinarie che rendono bene nel fine settimana. Abbiamo uno zoccolo duro di volontari disposti a fare anche il doppio e triplo turno per dare da mangiare anche a 80 persone di sabato. Il bilancio del circolo è in attivo: andiamo avanti coniugando oculatezza nelle spese e sacrifici dei volontari. Le slot rappresentano una scorciatoia per fare soldi facili, poi però sta alla libera coscienza di un gestore decidere”.
Così, se in tanti circoli Arci la presenza delle slot può indurre in tentazione l’avventore, a Sofignano l’unica tentazione è data dai tortelli di patate la cui bontà è nota anche in pianura. A proposito: venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 ci sarà da leccarsi i baffi con i tortelli di patate (sabato 23), antipasti e fritto di mare (venerdì 22), lasagne di mare e zuppa di polpo (domenica 24).
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