Il Tirreno

Prato

Sono 21mila i nuovi processi da smaltire

Prato ai primi posti in Italia secondo il “Sole 24 Ore”. Il sindaco chiede interventi urgenti al governo

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PRATO. Giustizia lenta in tutta Italia. È uno dei tanti mali che affligge il Bel Paese, ma Prato, come al solito, si distingue fra le province più problematiche. Dai dati eleborati dal Sole 24 Ore relativi al 2012, il Tribunale di Prato risulta al quarto posto assoluto per numero di procedimenti penali avviati - complessivamente 8.935 - preceduta soltanto da Imperia, Pescara e Teramo come numero di nuovi processi per abitante.

Va appena meglio per i processi civili: 12.829 nelo 2012, che pone il Palazzo di giustizia pratese al 22° posto in Italia, seconda in Toscana dopo Livorno. Situazione nettamente migliore per le liti fiscali: i nuovi ricorsi pervenuti alle commissioni tributarie provinciali nel 2013 sono 413, che pongono Prato al 69° posto, nella seconda parte della classifica nazionale.

Sul problema interviene il sindaco Matteo Biffoni, che chiede un intervento sostanziale da parte del ministero della Giustizia per risolvere le difficoltà del Tribunale di Prato, vista la situazione di forte difficoltà degli uffici della nostra città: «Da troppi anni - scrive il sindaco - il Tribunale di Prato sta lavorando in condizioni non più sostenibili, con una mole di cause altissima e un’attività che richiede iter particolarmente complessi, anche per la necessità quotidiana di traduzione degli atti. Anche i dati pubblicati dal Sole 24 Ore lo confermano: siamo al 15° posto per numero di cause totali avviate nel 2012, al quarto per i giudizi penali».

Lo scorso primo agosto il sindaco ha incontrato il sostituto procuratore Antonio Sangermano, facente funzioni di capo procuratore al posto di Piero Tony, e il presidente facente funzioni Ettore Nicotra per fare il punto della situazione: «Dopo i dati che anche i vertici del Tribunale, insieme a giudici e funzionari - prosegue Biggoni - mi avevano illustrato, mi sono subito attivato e sono in costante contatto con il ministro della Giustizia e il sottosegretario per sollecitare un intervento sostanziale – sottolinea il sindaco - A Prato è necessario un incremento del personale, oltre a un rafforzamento dei servizi come quello di traduzione fondamentale per non bloccare i procedimenti in corso. Sappiamo bene che dal prossimo primo settembre il via ai controlli nelle aziende porteranno a un aumento della mole di lavoro anche per gli uffici giudiziari, quindi dobbiamo riuscire a garantire più risorse possibili per il Tribunale».

«Ancora una volta - conclude il sindaco - i servizi della nostra città devono essere tarati considerando la sua complessità e non solo in base a dati come il numero dei residenti». (f.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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