Il Tirreno

Prato

Prato, se lavori part time non ti spetta la cassa integrazione

di Maria Lardara
Prato, se lavori part time non ti spetta la cassa integrazione

La protesta di una donna che si è sentita negare dall’Inps l’indennità perché ha un altro impiego, anche se parziale

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PRATO. Gianna fa parte di quella categoria di lavoratori che in estate non conoscono vacanze, che fanno avanti e indietro dall’Inps per avere chiarimenti e il cui primo pensiero è come fare a sbarcare il lunario, nel suo caso con due figli a carico di 11 e 8 anni. Altro che mare e divertimento a Ferragosto, insomma. Gianna Signori, impiegata amministrativa di 45 anni, si sente beffata due volte.

La prima, a novembre 2013 quando l’azienda dove lavorava con un part time pomeridiano, una piccola ditta specializzata nel commercio di macchine tessili, l’ha mandata in cassa integrazione in deroga, trattandosi di un’impresa sotto i 15 dipendenti. La seconda: scoprire che forse tutte quelle mensilità di ammortizzatore sociale arretrato, almeno otto, non arriveranno mai. Intanto Gianna stringe la cinghia, cerca di tirare avanti con il reddito che le deriva dall'impegno sempre part-time della mattina, presso un’altra azienda dove lavora attualmente e dove lavorava al momento che l’altro datore di lavoro le ha spianato la strada della cig in deroga. Guadagna sì 900 euro al mese, di cui 500 vanno via in mutuo da pagare. E poi ci sono i figli da mantenere (la donna è separata), le bollette da pagare e la spesa da fare tutti i giorni.

«E’ dura ma si cerca di farcela. Ho imparato a pensarci due volte prima di spendere 1 euro. Ora la cosa che mi fa più rabbia è la mancanza di risposte certe. Fino a giugno, i fondi della cig in deroga erano bloccati dal Governo, motivo per cui non ho visto un euro. Almeno, credevo che quello fosse il motivo. Poi a metà luglio mi faccio viva all’Inps e scopro che, secondo l’istituto di previdenza, io non avrei diritto alla cassa integrazione avendo trovato nel frattempo un altro lavoro. In realtà, già nel novembre 2013 lavoravo con un part-time mattutino nell’altra ditta dove attualmente sono impiegata sempre con orario parziale. Nessuna pratica mi è stata mai respinta in questi mesi, solo ora devono approfondire il mio caso. Intanto, la cig in deroga mi scade il 31 agosto senza che io abbia mai visto un euro». Le incongruenze non finiscono qui. Alla signora Gianna, tornata nuovamente all’Inps nei primi giorni di agosto, è stato precisato che la cig sarebbe compatibile con un lavoro part-time, a patto però di dare comunicazione preventiva all’Inps dell’altra occupazione. In effetti, sul sito dell'istituto si legge che «decade dal diritto alla prestazione il lavoratore in cig in deroga che svolge contemporaneamente attività retribuita senza averne dato preventiva comunicazione alla struttura Inps territorialmente competente». «Sono sicura che la cig in deroga mi spetti. Ho avuto rassicurazione anche dal consulente del lavoro dell’azienda. Certamente, mi verrà prorogata la cig fino al 31 ottobre. D’altro canto, con la crisi il lavoro è calato e il mio orario di lavoro si era ridotto a tre pomeriggi alla settimana».

Gianna ha perso il conto di quanta cassa integrazione dovrebbe incassare, maturata in questi ultimi mesi: forse 2mila euro o qualcosa di più. Se dovesse arrivare, di certo sarebbe per lei un toccasana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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