Sicurezza
Prato, aerei che non partono, bagagli che spariscono nel nulla
L’agognato viaggio in Malesia di un giovane pratese e della sua fidanzata si è trasformato in un inferno disseminato di contrattempi. Ecco il suo racconto con un sorprendente scambio di tweet con Air France
PRATO. La vacanza programmata da tempo e tanto desiderata è partita col piede sbagliato. E da lì si trasforma in disagi che si susseguono fra ritardi di aerei, voli soppressi, fino alle valigie che a distanza di alcuni giorni dall’arrivo a destinazione ancora non sono arrivate. E’ l’odissea che sta vivendo un giovane pratese Daniele Logli che, insieme alla sua fidanzata, si trova ora in Malesia. Dove aveva programmato un tour del Borneo e delle isole di tre settimane. Il problema è che adesso è senza nulla di quanto aveva messo in valigia e soprattutto senza i medicinali contro la profilassi per la malaria in Borneo. Daniele e la sua ragazza, per questo, non sanno se proseguire nel viaggio.
L'aeroporto fiorentino di Peretola

I FATTI. E’ la vigilia di Ferragosto e i due giovani pratesi arrivano all’aeroporto di Firenze per prendere il primo volo: destinazione Parigi. A causa del forte vento l’aereo non viene fatto partire e la coppia, insieme ad altri passeggeri, viene dirottata su Bologna. “A Peretola – racconta Daniele – dovevo prendere il volo Air France delle ore 16 che mi avrebbe portato all’aeroporto “Charles De Gaulle”, da lì dopo due ore ci sarebbe stato il volo diretto a Kuala Lumpur. Al Vespucci ho chiesto informazioni e sono stato rassicurato che ce l’avrei fatta a prendere la coincidenza e che comunque l’aereo ci avrebbe aspettato”.
L'aeroporto parigino Charles De Gaulle

Logli prosegue nel racconto: “Sono partito con il bus messo a disposizione da Airfrance da Firenze alle 15,50 e sono arrivato a Bologna alle 16,50. Pensavo di riuscire ad arrivare a Parigi per le 20 ma invece così non è stato. L'aereo è partito da Bologna alle ore 20 e quindi ho, come la maggior parte degli altri passeggeri, perso il volo per Kuala Lumpur. A Bologna nessuno sapeva niente del nostro arrivo, quando ci hanno visti (eravamo un centinaio) ci siamo sentiti dire: "voi chi siete, che ci fate qui?". Ho consegnato le valigie al check-in ed ho chiesto che fine avrebbero fatto in caso di mancata coincidenza. La risposta è stata che se non avessimo preso il volo ce le avrebbero riconsegnate a Parigi. Ci siamo ritrovati alle 10 di sera al Customer Service di Parigi per farci riprogrammare il volo e darci un hotel dove trascorrere la notte. Non mi sono state consegnate le valigie perché sarebbero state caricate direttamente l'indomani sul prossimo volo. La mia riprogrammazione del viaggio mi ha assegnato il volo del giorno dopo con Malesyan Airlines delle ore 12 Parigi - Kuala Lumpur. La mattina seguente arrivo in aeroporto e vedo che il mio volo è in ritardo: partenza prevista ore 17,25. Partiamo addirittura alle 20, quindi 8 ore di ritardo (che nel mio viaggio sono 24 ore di ritardo perché sarei dovuto partire alle 19,50 del giorno precedente). Arrivato finalmente a Kuala Lumpur con un giorno di ritardo e scopro che i miei bagagli non sono stati caricati sull'aereo e che, molto probabilmente, sono rimasti a Parigi. Sono andato all'ufficio bagagli smarriti dove hanno aperto la pratica e ho avuto il PIR (Property Irregularity Report)”.
Un aereo della Malesyan Airlines

Daniele Logli è seccato, la sua vacanza al momento è stata rovinata. Non sa più a che santo votarsi per riavere le sue valigie dove dentro c’era tutta l’attrezzatura per fare l’escursione nella giungla del Borneo oltre ai medicinali. “Domani (19 agosto, ndr) contatterò l’ambasciata italiana in Malesia – spiega Daniele al telefono – e cercherò di capire come devo fare con i bagagli e avere una risposta in merito ai medicinali che avevo portato con me, se ci sono qui farmaci simili, diversamente non me la sento di proseguire nel viaggio. Io e la mia fidanzata abbiamo dovuto comprarci la biancheria intima e qualche capo di abbigliamento. Un conto è se restavamo sempre al mare, allora bastavano qualche costume, un paio di pantaloncini e poche magliette ma così la cosa è assai diversa. Per fare un’escursione nella giungla non ci si può improvvisare, bisogna essere attrezzati e avere con se quanto può essere utile, e noi eravamo preparati. Adesso oltre al minimo indispensabile per questi giorni ho dovuto comprare pure nuovi bagagli, non posso certo girare con le buste della spesa”. Daniele al momento non ha nessuna notizia di che fine hanno fatto i suoi bagagli, si sente rimbalzare da una parte all’altra e così i giorni passano senza risposta.
Una veduta di Kuala Lumpur

“Avevo prenotato alberghi – conclude – dove non è possibile effettuare la cancellazione. Quindi se non proseguiamo nel tour devo pagarli ugualmente. Ed intanto – conclude amaramente il ventinovenne - ho già speso diversi soldi per comprarmi il minimo indispensabile. E questo non per colpa mia”.
@logli_daniele Bonjour, on peut dire que vous voyagez "léger" ;-) Bonnes vacances!
— Air France FR (@AirFranceFR) 18 Agosto 2014Non lasciare decidere l'algoritmo:
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