Sicurezza
Prato, la morte di Jennifer: non tutto è chiaro sulla dinamica dell’omicidio
L’autopsia sul corpo della donna e l’esame della Fiat Punto dovranno fornire ulteriori risposte
PRATO. Il "giorno dopo" le abitazioni delle famiglie Miccio e Baiano sono silenziose e le tapparelle alle finestre semiabbassate. C'è ancora poco da capire sull'omicidio di Jennifer Miccio, nemmeno 30 anni, investita e uccisa, secondo la ricostruzione dei carabinieri, dall'amico del cuore Daniele Baiano, 34, tra le 5 e le 6 del 16 agosto all'uscita della discoteca Bahia al lago del Bilancino, ossessionato da quella giovane donna che della libertà e dell'irrequietezza aveva fatto il suo stile di vita: gelosia, voglia di qualcosa che Jenny, ex cameriera al circolo Stella Rossa di San Quirico, accompagnata da anni a un uomo titolare di un bar a Vernio, madre di un bambino di nove anni, non poteva e forse non voleva dare. Il secondo atto di questa tragedia ha Daniele per protagonista: per gli inquirenti colui che ha eliminato in un attimo di follia omicida colei che era diventata la sua ossessione si è suicidato. Daniele Baiano si è impiccato tra le 7 e le 11 di sabato mattina a una delle travi del capannone affittato in una fabbrica tra Terrigoli e le Confina a Vernio. Il suo corpo è stato portato a Medicina legale di Firenze dalla Croce d’Oro.
Daniele Baiano

I carabinieri di Prato - le indagini sono coordinate dal colonnello Gabriele Stifanelli - hanno concluso ieri la raccolta di elementi ( «ma si tratta di dettagli» afferma il colonnello) per poi chiudere il fascicolo sul suicidio di Baiano e inviarlo ai colleghi di Firenze e al sostituto procuratore della Repubblica Gianni Tei al quale è stato affidato il caso. E sarà il pm, in giornata, a conferire l'incarico al medico legale di Firenze per l'autopsia sia sul corpo di Jennifer Miccio che sul corpo di Daniele Baiano che probabilmente saranno effettuata domani, lunedì 18 agosto.
Ecco, dai risultati autoptici emergerà uno di quegli elementi che ancora si stanno cercando: se Jennifer sia morta a causa dell'investimento (chiare le tracce trovate sotto il pianale della Fiat Punto di Baiano ora sotto sequestro) e per il successivo volo del corpo in una scarpata di cinque-sei metri, o se prima sia stata in qualche modo violata. Dal primo esame esterno del cadavere non sono risultate tracce né di percosse nè segni di strangolamento. Sul movente - per altro già piuttosto chiaro - hanno continuato a lavorare i carabinieri di Prato che sabato pomeriggio hanno interrogato a lungo il convivente di Jennifer per capire in quali rapporti fossero.
Non andava più bene la convivenza tra lui e la giovane compagna, c'era qualcosa che si era rotto tempo addietro e che ormai era difficile riparare. Jenny dormiva fuori casa spesso, tante volte anche da sua madre Rossella che vive in un appartamento in una frazione di Vernio non lontana da Castagneta dove invece abitava la figlia. Ed è per questo che il compagno di Jenny, non vedendola rientrare a casa la notte tra Ferragosto e il 16, non si è preoccupato più di tanto. Ormai era abituato alle uscite di quella che nel paesino chiamano ancora "sua moglie", sempre più frequenti, sempre più lunghe.
La scientifica esamina la Fiat Punto con cui Baiano avrebbe investito e ucciso Jennifer (foto Batavia)

Verranno richiamati a deporre anche i cinque amici di Jennifer e di Daniele che la sera del 15 erano assieme alla coppia nella discoteca Bahia sul lago di Bilancino . L'obiettivo degli investigatori è capire il più possibile della lite che a partire dalle tre di notte è stata registrata dai ragazzi e che è stato certamente l'innesco di quell'accesso di violenza che ha poi portato all'omicidio. Viola, 19 anni, barista nel pub "Red Lion" a Terrigoli, un locale spesso frequentato da Jennifer e a volte anche da Daniele, era con loro: «La musica alta ci impediva di sentire di cosa parlassero» ha detto. Poco dopo Jenny e Daniele sono usciti dal locale e non sono più rientrati. Sono rimasti in auto nel parcheggio della discoteca fino alle cinque del mattino. «Quando siamo usciti - ha ricordato Viola - Jennifer e Daniele erano ancora in auto, li abbiamo salutati e ce ne siamo andati».
Particolarmente difficile la ricostruzione delle ultime fasi di vita di Jenny. Daniele ha messo in moto e con l'amica ha raggiunto la strada, uno spiazzo. Che cos'è accaduto, per far scendere Jenny? Lui voleva una parola definitiva sull'interruzione di quel rapporto malandato con il compagno e Jennifer ha detto di nuovo no? Jenny ha fatto infuriare Daniele perché gli ha definitivamente comunicato che il loro rapporto di amicizia per quanto stretta non si sarebbe trasformato in qualcosa d'altro, di più solido, più continuativo? E’ stata costretta a fuggire dall'auto? Jenny è corsa fuori dalla Punto e lui, per fermarla l'ha investita? Oppure la donna era già a terra quando la macchina le è passata sopra? Di certo c'è che il corpo ha chiari i segni dell'investimento, mentre la Fiat Punto analizzata nel dettaglio dagli uomini della Scientifica dei carabinieri, ha solo una leggerissima ammaccatura al fanalino rosso sulla parte posteriore sinistra. Come se l'auto fosse passata sopra a un corpo già per terra ed esanime. Successivamente Daniele avrebbe spinto il cadavere di Jenny che è stato ritrovato sulla spiaggia, lungo una scarpata. «Si tratta di particolari che speriamo di capire meglio quando avremo i risultati dell'autopsia» è la spiegazione del colonnello Stifanelli. (c.o.)
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