Il Tirreno

Prato

Lei solare, lui buono come il pane: la vittima e il suo carnefice

di Maria Lardara
Lei solare, lui buono come il pane: la vittima e il suo carnefice

Chi erano Jennifer Miccio e Daniele Baiano nel racconto di chi li aveva frequentati fino a ieri

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PRATO. Di lei, la vittima, dicono che fosse una ragazza solare ed espansiva, mamma premurosa e amante del suo cagnolone Zagor. Una pioggia di capelli neri e uno stile che fa tanto look un po’ “dark”. Di lui, il carnefice, si ricorda il tipo scherzoso e divertente che era, bravo a maneggiare gli oggetti in pelle in quel piccolo stanzone di Terrigoli, con il pallino dei giochi di ruolo e dell’universo fantasy in generale. Nessuno poteva immaginare il coraggio di ammazzare una donna e, dopo quel gesto, di ammazzarsi a sua volta.

Chi conosceva quanto basta Daniele e Gennifer, scritta all’anagrafe con la “G” ma per gli amici di Facebook l’iniziale giusta è la “J”, non si dà pace e stenta a credere all’ipotesi dell’omicidio-suicidio dopo il ritrovamento del cadavere della trentenne sulle rive del Bilancino nei pressi della discoteca “Bahia”.

Ufficialmente, i due non facevano coppia anche perché Jennifer, madre di un bambino di 10 anni, era legata a un compagno con cui conviveva a San Quirico di Vernio.

«Daniele mi aveva presentato Jenny, come la chiamavamo noi, nell’inverno scorso. Li ho visti insieme in più occasioni ma mai in atteggiamenti intimi o affettuosi. Davo per scontato che stessero insieme: sinceramente, non sapevo neanche che lei avesse un’altra storia. Stento a credere ora che il mio amico abbia commesso un gesto così orribile: quel ragazzo buono come il pane». Sono le parole di un’amica di Daniele Baiano (che preferisce mantenere l’anonimato) a far emergere il ritratto di un ragazzo solare, che viveva a Prato ma amava rifugiarsi nel piccolo stanzone di Terrigoli per lavorare piccoli manufatti d’artigianato in pelle: l’amica è in vacanza quando apprende con sconcerto la notizia dell’omicidio-suicidio. In comune con Daniele c’era la passione per i giochi di ruolo dal vivo: l’artigiano 34enne infatti faceva parte del gruppo pratese “LuceNera” attivo dal 1995 per rivisitare il gioco di ruolo cartaceo trasformandolo in gioco di ruolo dal vivo. Che Daniele avesse un debole per il fantasy lo si capisce dal profilo su Facebook laddove scrive di lavorare alla “scuola di magia e stregoneria di Hogwarts” con un chiaro riferimento alla saga di Harry Potter.

Stavolta però la finzione non c’entra. La realtà è un’altra, ben diversa, terribile, fa male ora soprattutto a chi amava Jennifer, dai suoi cari (la madre vive a Vernio) agli amici ed ex colleghi di lavoro. Aveva lavorato per un anno e mezzo come barista al circolo Arci “La stella rossa” di San Quirico di Vernio, per poi smettere nel novembre scorso. Non si sa poi se avesse ritrovato lavoro; di certo Jennifer amava quel mondo delle discoteche e dei locali notturni che ha fatto da sfondo alla sua morte, come traspare dal suo profilo su Facebook. «Era una brava ragazza, è davvero incredibile quello che le è successo, povera Jennifer» è il commento della banconiera del circolo di San Quirico (anche lei vuole rimanere anonima).

Al ristorante “La Bua della Tonia (Lago Verde) l’hanno vista non molti giorni fa a pranzo. «Veniva con il figlio a mangiare, era sempre molto sorridente – racconta Gianni -. Non riusciamo a credere ancora a questa tragica fine».

In Val di Bisenzio la storia del femminicidio sul lago del Bilancino piomba come un fulmine a ciel sereno. Le voci si rincorrono da una frazione all'altra, irrompono nella tranquilla quotidianità del primo sabato dopo Ferragosto: se Daniele Baiano era poco conosciuto in zona (a Terrigoli, al bar "Paola" non sanno chi fosse), Jennifer era invece un volto familiare anche perché il compagno ha un bar a Carmignanello.

 

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