Il Tirreno

Prato

Un creativo di Prato e le due Gioconde

di Maria Lardara
Un creativo di Prato e le due Gioconde

È lo scenografo Mirco Rocchi a curare gli allestimenti di una mostra a Singapore sulla “gemella” della Monna Lisa

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PRATO. Riproduzioni a mano di documenti, diari, libri della metà del Cinquecento, da “Le Vite” di Giorgio Vasari al diario di Antonio de Beatis, persino un bauletto da viaggio di sapore orientaleggiante ma rivisitato in chiave rinascimentale, secondo l’iconografia dell’epoca. Parlano pratese le scenografie che andranno a impreziosire in autunno l’esposizione della Monna Lisa svizzera a Singapore, un grande evento internazionale per ammirare il ritratto gemello di quello conservato al Louvre con il tratto inconfondibile di Leonardo, per quarant’anni custodito nel caveau di una banca svizzera.

Sono oggetti di scena che nascono dalle sapienti mani di Mirco Rocchi, scenografo, produttore e regista (ha firmato il docu-film di successo “La ballata del sacco di Prato”, (produzione indipendente del 2013), che ha lavorando molto sugli effetti tridimensionali per rendere il più possibile fedele all’ambientazione rinascimentale il materiale che sarà utilizzato a corredo del dipinto leonardesco, una Gioconda più giovane su cui da due anni aleggia un fitto mistero dopo gli ultimi studi della “Mona Lisa Foundation” di Zurigo che ha in custodia il dipinto di chiara attribuzione leonardesca. Con l’altra Gioconda, una storia che appassiona stuoli di studiosi di storia dell’arte, il pratese Rocchi ha più di un legame. C’è la sua mano di scenografo dietro le quinte del documentario “Il mito di Monna Lisa” girato quasi un anno fa tra la Svizzera, Milano, Prato e Pistoia: tra gli scorci pratesi immortalati dalla macchina da presa di Jean-Pierre Isbouts, una produzione targata Pantheon Studios Inc per History Channel, anche Palazzo Pretorio, San Niccolò, Porta Santa Trinita e il chiostro di San Domenico grazie al produttore pratese Lino Ruggiero che è riuscito a portare a Prato la pellicola per una parte delle riprese. La trama del film non ancora distribuito, arricchito in fase di montaggio con la voce dell’attore Morgan Freeman (è stato inviato alla sezione documentari della mostra del cinema di Venezia ma non è stato selezionato), rivela proprio l’esistenza della seconda versione della Monna Lisa.

«Gli stessi coproduttori del film, rimasti contenti del mio lavoro di scenografo sul set mi hanno commissionato alcuni oggetti “di scena” per l'esposizione a Singapore che faranno da contorno al secondo ritratto di Monna Lisa – spiega Mirco Rocchi - Tutto materiale dell’epoca che servirà a illustrare la tesi della "Mona Lisa Foundation" sull'esistenza, appunto, di questo doppio capolavoro di Leonardo». In tre settimane di lavoro Rocchi ha sfoderato tutti i trucchi dello scenografo. Perché oggigiorno, in questo mestiere non basta più usare pennello e cartapesta ma bisogna saper andare oltre. «E’ necessario inventarsi tecniche nuove come, nel caso dell’allestimento di Singapore, quella che consente di riprodurre libri antichi dando ai fogli di carta un aspetto invecchiato», spiega Rocchi. La Monna Lisa svizzera dopo Singapore sarà a Pechino, Shanghai, Hong Kong, America ed Europa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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