Il Tirreno

Prato

Pochi posti letto e parcheggi esosi

di Azelio Biagioni
Pochi posti letto e parcheggi esosi

Il rapporto di Ferragosto del Centro per i diritti del malato di Prato: le “ferite aperte” del nuovo ospedale Santo Stefano

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PRATO. Ospedale e magagne. E’ il Centro per i diritti del malato a stilare un bilancio, tradizionale appuntamento di Ferragost, di quanto non va al “Santo Stefano”, oltre ad altre problematiche inerenti il mondo della sanità a Prato.

«Il nostro nosocomio è piccolo – spiega Fabio Baldi presidente del Centro per i diritti del malato – Devo dire che è bello, funzionale e moderno, ed è grazie alla professionalità degli operatori se finora ha retto bene ai bisogni della popolazione. In merito alla ‘capienza’ piccola, il dato lo conferma la conferenza Stato-Regioni, visto che i nuovi standard ospedalieri prevedono il tetto di 3,7 posti letto ogni mille residenti ufficiali (di cui tre per gli acuti e 0,7 per lungodegenze – cure intermedie). A Prato i posti letto all’ospedale sono 540 a fronte delle 253mila persone residenti. Inoltre, ma forse mi può essere sfuggito, non ho visto l’apertura di altri diciotto posti letto per le cure intermedie a luglio come annunciato dalla Regione».

Fabio Baldi prosegue raccontando come già nel gennaio 2012, in fase di cantiere, avesse espresso la necessità, come Centro per i diritti del malato, di fare delle modifiche per l’uscita e l’entrata dei malati.

«Nella zona barellati – dice – i pazienti vengono scaricati dalle ambulanze in un piazzale dove non ci sono protezioni. Si tratta di quanti devono accedere al nosocomio per accertamenti oppure per radiografie o visite. Le persone escono dal mezzo caldo e soprattutto in inverno devono transitare per una zona con uno sbalzo notevole di temperatura, dove i familiari, in caso di pioggia, sono costretti ad aprire l’ombrello per riparare almeno la testa del loro congiunto. E’ necessario creare, dunque, modifiche perché questa situazione non si verifichi più».

Altro problema che il Centro per i diritti del malato segnala è quello inerente la cartellonista per il pronto soccorso. «Che – sostengono – non è sufficientemente chiara. La scritta in verticale non aiuta nella lettura, soprattutto gli anziani e gli stranieri. Inoltre, le indicazioni per il Pronto soccorso dovrebbero essere riportare pure in altre lingue, così come era al ‘Misericordia e Dolce’. Oltre a facilitazioni di accesso al Pronto soccorso con l’utilizzo della camera calda per quanti arrivano con mezzi propri».

Il Centro per i diritti del malato ricorda, poi, il recente rapporto dell’Istituto superiore della Scuola Sant’Anna, secondo cui il 4,5% dei malati usciti in dimissione nel giro di pochi giorni viene di nuovo ricoverato. Ed ancora dito puntato contro il parcheggio a pagamento (dal 21 marzo) dell’ospedale. «Il parcheggio è semideserto – commenta Fabio Baldi – Le persone lasciano i propri mezzi al parcheggio gratuito di via Foscolo e nelle vie di Galciana. E preferiscono farsi un pezzo a piedi per raggiungere la struttura anziché pagare un euro l’ora. Tra l’altro – sottolinea il presidente del Centro per i diritti del malato – per arrivare al S. Stefano non ci sono marciapiedi e le persone che lasciano la loro auto altrove percorrono la carreggiata, e la cosa è secondo me pericolosa».

La proposta che Baldi lancia è di ridurre la tariffa del 50% per uno-due mesi e vedere se c’è maggior utilizzo vista la tariffa più bassa. Dall’ospedale, il Centro per i diritti del malato passa ad analizzare il tema delle liste d’attesa. A Roma – spiegano – si sono impegnati a tenere aperti trentadue centri, uno per distretto, che garantiranno assistenza per dodici ore al giorno, anche nei festivi. In Toscana molti sono già chiusi nei prefestivi. Baldi torna, inoltre, a ribadire l’importanza del numero unico per le emergenze.

«L’Unione Europa lo ha chiesto nel 2010 – spiega il presidente del Centro – La Lombardia ed il Lazio lo stanno applicando ed all’estero sono attivi. Dobbiamo accelerare i tempi». Infine, le barriere architettoniche. «Sembra che queste non interessino a nessuno – tuonano dal Centro – Ed il 28 luglio a Casale un bambino con difficoltà motorie si è lamentato col sindaco per i vari ostacoli che rappresentano una limitazione alla sua libertà di movimento. C’è tanto ancora da fare - concludono - per togliere questi ‘muri’».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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