Finanza
Il ritardo è consentito, l’anticipo punito
Fumo, orari, parlare al telefono o coi passeggeri: il direttore della Cap Alberto Banci risponde alle segnalazioni dei cittadini
PRATO. E’ uno di quei mestieri costantemente tenuti sotto l’occhio attento della gente, pronta a criticare e a muovere osservazioni. Ma non solo. L’autista di un mezzo pubblico, nel nostro caso dei bus della Cap, ha sempre gli occhi addosso anche degli ispettori incaricati dall’azienda di vigilare sul proprio comportamento. In linea di massima sempre in linea con quanto richiesto dal proprio lavoro, ma le eccezioni ci sono.
Alcune negli ultimi giorni sono state segnalate dai lettori del Tirreno. Simone Simoni ci ha inviato una lettera riguardante un episodio avvenuto lo scorso 8 agosto.«Un episodio - sottolinea Simoni - che ha lasciato l'amaro in bocca. Mi trovavo a bordo della linea 12 della Cap proveniente da Figline quando, arrivati alla fermata di via S.Vincenzo, notavo la presenza di un addetto della stessa Cap fare il gesto di rallentare all'autista che era a bordo del bus. Fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto che, giunti successivamente alla fermata di Porta Leone, lo stesso addetto che poco prima era presente alla fermata di via S.Vincenzo, raggiunto il collega autista, con la macchina di servizio, dapprima gli si sarebbe rivolto con testuali parole: "vai più piano perchè sei passato con tre minuti d'anticipo"; l'autista gli faceva presente come, essendo le due del pomeriggio del mese di agosto ci sia poco traffico e poche persone alle fermate. A questo punto il suo superiore avrebbe iniziato ad apostrofarlo davanti a tutti i passeggeri (l'autobus era mezzo pieno), dicendogli di rispettare gli orari delle corse, di mettersi nei panni dei passeggeri e cose del genere. L'autista allora gli chiedeva che sarebbe stato meglio che la discussione fosse fatta in disparte e non in presenza dei passeggeri, ma il suo superiore continuava e anzi avrebbe anche aggiunto che avrebbe proseguito con un rapporto scritto e, rivolgendosi ancora una volta in modo scortese nei confronti dell'autista, gli avrebbe detto di andare a raccontare il tutto ai sindacati. Rivolto verso noi passeggeri, un po’ vergognato per quanto accaduto, l'autista ci riferiva che "non solo noi autisti dobbiamo sopportare persone maleducate, traffico e quant'altro, ma come vedete ci sono dei colleghi che ti complicano ulteriormente questo lavoro..."». Ma si può essere ripresi perché si arriva in anticipo alla fermata piuttosto che in ritardo? «E’ normale- risponde Alberto Banci direttore Cap - perché le tabelle orarie sono già anticipate. Non si può creare un disservizio: l’utente sa a che ora transita un determinato autobus e si fa trovare alla fermata per quell’orario, se il bus passa in anticipo l’utente ha ragione a protestare». Bisogna anche pensare che in alcuni casi ci sono linee che transitano una volta ogni ora, o anche ogni due. Chi perde la corsa, perché il bus è passato in anticipo, rischia di trovarsi in difficoltà. «Ritengo comunque - aggiunge Banci - che l’addetto al controllo abbia sbagliato nell’apostrofare pubblicamente il collega, sarebbe stato meglio se l’eventuale contestazione fosse stata mossa in altra sede».
Il direttore Banci coglie l’occasione anche per rispondere alla segnalazione relativa al comportamento troppo disinvolto di alcuni autisti mossa da un altro lettore. Al Tirreno era stata inviata una foto nella quale si vedeva una ragazza conversare con l’autista stando seduta lì vicino ma non su un sedile. .«Quella ragazza seduta lì non ci poteva stare. Ha sbagliato l’autista - osserva Banci - a farla sedere lì. Quanto al parlare mentre guida o al tenere aperta la paratia, queste sono scelte a discrezione del conducente. La “cabina trasparente” è un sistema di sicurezza, chi lo vuole utilizzare lo può fare. Non c’è alcun obbligo». E visti i sempre più frequenti episodi di violente aggressioni di cui sono vittime i dipendenti Cap poter contare su un “rifugio sicuro” non è poi una cosa sbagliata.E’ stato sollevato anche il problema del fumo: c’è chi protesta perchè gli autisti fumano a bordo. «A bordo non si fuma - ribatte Banci - se vogliono fumare una sigaretta lo possono fare fuori dal mezzo. A bordo non è consentito nemmeno se il mezzo è fermo in attesa di partire». Come del resto non è consentito guidare parlando al cellulare, anzichè usando l’auricolare. Ogni tanto qualche conducente viene colto sul fatto e sanzionato (vengono tolte ore lavorative dallo stipendio) ma, a guardarsi intorno, la cattiva abitudine resta molto diffusa.
Giovanni Ciattini
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