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Prato

Prato, Villa Massai è in vendita per creare borse di studio

di Ilenia Reali
Prato, Villa Massai è in vendita per creare borse di studio

L'edificio storico, abbandonata da 12 anni, è stata messa sul mercato: si può comprare per un milione 200mila euro "chiavi in mano"

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PRATO. Villa Massai, abbandonata da 12 anni (dopo essere stata utilizzata anche per i banchetti di nozze) è in vendita. Per acquistarla insieme alla dependance, al bosco e al terreno circostante servono un milione e 200mila euro. Questa la cifra che la Fondazione Massai ritiene congrua. A spiegarlo è l'avvocato pratese Guido Giovannelli che è uno dei tre consiglieri della fondazione.

"A me risulta che alla morte di Giorgio Massai - spiega l'avvocato Guido Giovannelli - siano venuti fuori due testamenti. Il primo in cui si chiedeva di costituire una fondazione per istituire delle borse di studio per giovani che vivono con famiglie disagiate con la nomina a gestire il patrimonio alla parente Beatrice Fineschi (ex concessionaria Mercedes ndr), il secondo, con data successiva e pubblicato da un notaio, con la stessa finalità ma a gestire il patrimonio era stato indicato Luca Nicolotti, come tesoriere - all'epoca - dell'Arciconfraternità di San Giovanni Decollato. Dalla morte del Massai e per 10 anni la situazione è rimasta bloccata in attesa di una risoluzione legale".

Uno scontro giudiziario che ha portato al riconoscimento del secondo testamento e quindi della costituzione della Fondazione che ha come presidente Luca Nicolotti e, come uno dei due consiglieri , proprio l'avvocato Guido Giovannelli. "L'Arciconfraternità - sottolinea Giovanelli - poteva esprimere due consiglieri: uno è un signore legato all'associazione romana, l'altro sono io su suggerimento della Curia di Prato a cui è stato chiesto di dare un consiglio".

"La Fondazione è stata costituita nel 2012 e, un anno, fino al 2013 è stato necessario per il riconoscimento della Regione Toscana", spiega l'avvocato che non sa dell'esistenza di un terzo testamento, quello in cui il Massai dà mandato alla parrocchia di Figline di gestire i beni, sempre con lo stesso fine. "Solo da un anno quindi abbiamo potuto cominciare ad operare. Come prima cosa abbiamo ottenuto un contributo dalla Fondazione Cassa di Risparmio per rimettere in sicurezza la villa. Se oggi è inutilizzata, prima era dormitorio di senza casa e chiunque poteva entrare. Era stata oggetto di atti di vandalismo e con il contributo abbiamo potuto chiudere le porte e rendere inaccessibile l'interno. Il problema principale infatti è che Massai ha lasciato i beni ma non soldi. E quindi solo vendendo gli immobili si potranno finanziare le borse di studio".

"Ecco perché - conclude Giovannelli - siamo arrivati alla conclusione che si tratta dell'unica possibilità per rispettare le volontà di Massai".

 

 

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