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Prato

Area terapie, tolti i parcheggi per invalidi Asl: "Risolveremo il problema"

Ilenia Reali
Area terapie, tolti i parcheggi per invalidi Asl: "Risolveremo il problema"

Nel nuovo ospedale i dieci posti riservati sono stati passati alle ambulanze. Sono però stati lasciati quelli a sosta libera. La storia di Roberto, paziente oncologico. La direttrice sanitaria Carli sottolinea che in origine quei posti erano per le ambulanze. "Farò verificare la soluzione ai tecnici per ricavare nuovi posti per i disabili"

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PRATO. E' un malato oncologico e spesso deve andare in ospedale per fare terapie, analisi, per il colloquio con l'oncologo. E' evidente che le forze spesso mancano e, Roberto Giusti, si sposta in carrozzina. Qualche metro in più o in meno, sotto il caldo fa la differenza e contare su quei 10 posti per invalidi adiacenti all'ingresso delle terapie, nell'accesso riservato ai barellati erano un manna.

Erano perché improvvisamente quei parcheggi sono spariti. Una mano di giallo e al posto delle carrozzine per segnalare il parcheggio invalidi è apparsa la scritta di parcheggi riservati alle ambulanze. Più nessun posto per gli invalidi. Della trentina di posti ricavati sotto la pensilina di quell'area dell'ospedale oggi sono rimasti 10 posti per tutti coloro che accedono alla zona (non ci sono cartelli né segnalazioni che indicano qualcosa di diverso), 10 posti per le ambulanze, una manciata per le donne in gravidanza o con bambini piccoli e un paio per le forze dell'ordine. Difficile comprendere perché l'Asl abbia deciso di lasciare 10 posti per tutti togliendo quelli per gli invalidi. "Erano posti comodissimi - spiega Giusti - perché in un attimo arrivavo agli ascensori senza fatica. Invece così c'è da parcheggiare più lontano. A me, che per fortuna arrivo in ospedale con mia moglie, tocca fare comunque più fermate. Figurarsi per chi si sposta da solo o con le stampelle. Era una comodità: non comprendo il motivo di toglierli".

Effettivamente i posti per le ambulanze erano pochi. E non segnalati. I mezzi delle associazioni che portano i pazienti alle terapie entravano dall'accesso barellati, scaricavano il paziente e tornavano indietro oppure sfruttavano uno spazio con posti non segnalati vicino all'ingresso. Avere dei posti è effettivamente comodo. "Ma perché toglierli agli invalidi?", chiede Giusti. Forse si potrebbe ricavare dei posti in più dove oggi non ci sono le segnalazioni e dove le auto comunque parcheggiano. Oppure dividere in modo un po' più equo togliendo qualche posto libero e qualche posto alle ambulanze in modo da avere posti per la sosta un po' per tutti.

I posti per gli invalidi nell'ospedale non mancano ma… I più vicini all'ingresso barellati sono a pagamento. Ce ne sono 13. "Se parcheggio lì - spiega Giusti - devo pagare almeno che all'uscita non ci sia il vigilantes che riconosce la mia disabilità, facendo una telefonata non so a chi, per evitare di farmi pagare. Se è tutto automatico per uscire non posso fare altro che pagare".

Perché quindi non prevedere un ticket per uscire che i reparti consegnano ai pazienti con difficoltà motorie evidenti? Pass come quelli che ci sono ai supermercati e che la cassiera consegna per provare che effettivamente si è stati a fare la spesa e che le macchine leggono automaticamente.

L'alternativa è parcheggiare nella zona adiacente all'ingresso principale e poi fare il tratto a piedi. Lì ci sono una ventina di posti (ieri tutti occupati) oppure allo scarico merci dove ce ne sono 4-5 posti, anche in questo caso c'è da percorrere un po' di strada.

LA RISPOSTA DELL'AZIENDA SANITARIA

«Quell’area era nata per avere i parcheggi per le ambulanze - sottolinea Simona Carli, direttrice sanitaria dell’Asl pratese - e lo dimostra il fatto che le pensiline sono più alte rispetto alle altre. L’errore era stato nella segnaletica orizzontale e quindi quando le ambulanze hanno cominciato a scaricare i pazienti fuori dalla pensilina dell’ingresso perché l’area per la svolta dei mezzi era occupata dalla sosta abbiamo ritenuto di correggere l’errore».

C’erano infatti state delle lamentele perché i pazienti barellati venivano scesi dai mezzi di soccorso anche sotto la pioggia. E anche vero però che per un anno i pazienti disabili hanno utilizzato quelli spazi e ora si trovano in difficoltà. Del resto anche loro devono percorrere vari metrinon sotto le pensiline e spesso la differenza tra gli uni e gli altri è data semplicemente dalla scelta di affidarsi o omeno (per il trasporto) alle associazioni. «Valuteremo - aggiunge Carli se i parcheggi per disabili rimasti sono sufficienti e comunque potremmo ricavarne di altri nelle vicinanze dell’ingresso. Faremo valutare ai tecnici».

Per coloro che hanno difficoltà di movimento non è secondario che i parcheggi si trovino il più vicino possibile agli ingressi e agli ascensori per andare ai piani. Nel frattempo però è possibile far sì che sistematicamente il parcheggio a pagamento diventi gratuito per i disabili che si recano a fare cure pesanti, come quelle oncologiche. «In questo caso - continua la direttrice sanitaria - è possibile richiedere i pass al personale sanitario. Sono gli stessi che diamo ai dializzati e a chi si reca a fare le donazioni del sangue».

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