Il Tirreno

Prato

La route dell’amarcord degli ex scout

di Alessandra Agrati
La route dell’amarcord degli ex scout

Anche Ilaria Santi oggi presidente del consiglio comunale ha partecipato al raduno 1986 in Abruzzo, questi i suoi ricordi

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PRATO. Centosessanta scout pratesi si trovano a San Rossore per partecipare alla terza route nazionale Agesci, un ritrovo a cui partecipano 32 mila ragazzi con un' età compresa far i 17 e i 20 anni. Un evento che resta nel cuore, non solo per la fatica, ma per l' atmosfera che si vive, oggi come nel 1975, quando in Piemonte a La Mandria venne indetta la prima edizione.

«Sono passati quasi quarant'anni – spiega Paolo Paoletti, architetto – e ho ancora vivo il ricordo di quelle giornate. Al tempo vivevamo una situazione politica particolare e anche durante la route, si risentiva di quel fermento socio culturale. E' stata comunque un' esperienza di vita, come tutto il percorso scout, che in qualche moda ha segnato tutta la mia esistenza». Alla seconda route a Piani di Pezza in Abruzzo ha partecipato anche la presidente del Consiglio comunale Ilaria Santi (nella foto qui a destra). «Quell' estate – ricorda Santi – è stata particolare: ho dato l'esame di maturità e poi sono partita per questo grande evento. La notte prima abbiamo bivaccato a casa mia, ricordo ancora l'emozione di partecipare ad un incontro nazionale dove avrei incontrato ragazzi della mia età che però vivevano esperienze diverse». E cosi avvenne. «Feci tanta strada, anche fisica, con ragazzi calabresi che mi raccontarono come ogni giorno dovevano confrontarsi con la criminalità organizzata». Alla route del 1986 fu inviato anche il Papa Giovanni Paolo II. «Al momento della Messa- ricorda Santi – il cerimoniere voleva farci cantare le canzoni tradizionali, invece, noi iniziammo a far roteare i nostri fazzolettoni e a urlare che volevamo cantare le nostre. Il Papa acconsentì e la cerimonia ebbe inizio». Intanto gli scout di allora sono diventati genitori e oltre a seguire con emozione la terza route a cui partecipano i loro figli, iniziano a condividere i ricordi su facebook: foto, aneddoti, particolari. Tutto contribuisce all' amarcord e se nel 1974 le foto erano in bianco e nero, nel 1986 arriva il colore e nel 2014 le app sui telefonini.

Tornando all’attualità, a San Rossore per la route nazionale degli scout ci sono 160 ragazzi pratesi appartenenti agli 8 gruppi cittadini. «L'atmosfera che si vive in questi giorni – spiega Eugenio Bigagli del Prato 3, uno dei ragazzi – è difficile da spiegare, ci sentiamo parte di un evento importante dove si discutono temi importanti. C'è la voglia di confrontarsi, di parlare di conoscere». Gli scout pratesi sono stati abbinati con un gruppo di veneti e uno di siciliani con cui hanno terminato la parte mobile del campo.«Anche questa esperienza del camminare insieme – spiega Bigagli – è fondamentale si condivide anche la fatica fisica, il peso degli zaini, la sete e la stanchezza ma anche la gioia il divertimento». Ora gli scout hanno iniziato la seconda parte della route, quella stanziale nel parco di San Rossore scandita da laboratori manuali, tavole rotonde, incontri, ma anche da episodi di vita quotidiana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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