Prato, convocata per la visita medica di controllo a due mesi dalla morte
Il racconto della nuora: «Avevo chiesto che a mia suocera le venisse riconosciuto l’assegno di accompagnamento vista la sua invalidità al 100%, ma la lettera è arrivata fuori tempo massimo. E, tra l’altro, era stata spedita all’indirizzo sbagliato». La replica dell'Asl: "Abbiamo risposto all'indirizzo indicato nella domanda"
PRATO. L'Asl 4 la convoca per una visita medica ma, oltre a indirizzare la convocazione all' indirizzo dove era residente vent'anni fa, non si accorge che la donna è morta da due mesi. Annita Smacchia è deceduta il 2 giugno del 2014, tre mesi prima la nuora Pierina Cuviello aveva inoltrato ad Asl la richiesta per il riconoscimento dell'assegno di accompagnamento ma la risposta per la convocazione della vista il 24 luglio viene spedita l' 8 luglio, un mese e una settimana dal decesso. "Mia suocera percepiva già la pensione di invalidità, essendo invalida civile al 100%, abbiamo quindi pensato di richiedere anche l'assegno di accompagnamento visto che ne aveva diritto non essendo più autonoma ed avendo necessità di un'assistenza continua".
"Non capisco - aggiunge la signora Cuviello - come mai la comunicazione sia stata spedita in via della Chiesa a Santa Lucia dove mia suocera non abitava più. L' ho scoperto perchè lunedì qualcuno ha messo la lettera nella mia cassetta della posta. Evidentemente era una persona che conosceva la mia famiglia".
Pierina Cuviello non ha idea né di chi abbia imbucato la busta , né come abbia fatto ad entrare in possesso. «E' una situazione doppiamente paradossale: dagli uffici dell' Asl non si sono accorti che mia suocera era morta un mese prima e che l'indirizzo a cui hanno mandato la convocazione era sbagliato. In ogni caso non saremmo potuti andare alla visita, ma mi domando se fosse stata ancora in vita, ovviamente avrei saltato l'appuntamento e quindi a quel punto avrei dovuto ricominciare da capo tutta l'iter? E se invece non mi fosse mai arrivata avrei comunque perso quello che erano disposti a concedermi?».
Alla protesta della signora Cuviello l'Asl ha risposto dopo aver fatto una rapida verifica. E' stato accertato che la richiesta per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento è stata inoltrata all'Inps, come è previsto, attraverso un patronato. A sua volta l'Inps ha girato la domanda all'Asl. "Il fatto che la lettera sia stata spedita all'indirizzo sbagliato - spiega l'Asl è dovuto al fatto che questo era l'indirizzo riportato nella domanda compilata dalla famiglia. E sempre nella domanda mancava il numero di telefono che ci avrebbe permesso, in seguito, di poterla contattare". L'Asl aggiunge che, in caso di mancata risposta, se la lettera non avesse raggiunto il destinatario, sarebbe stata successivamente spedita una raccomandata con ricevuta di ritorno. In assenza anche in questo caso di risposte l'Asl avrebbe cercato di rintracciare la paziente in altro modo. Riguardo invece al fatto che la comunicazione del decesso della signora Smacchia non sia stata trasmessa dal Comune all'azienda sanitaria viene spiegato col ritardo nell'immissione dell'informazione nella banca dati.
Che purtroppo ancora oggi non esista una banca dati unica fra i vari enti pubblici, come in questo caso fra l'ufficio anagrafe del Comune e Asl, è comunque ormai cosa nota. Non c'è quindi da sorprendersi se, come spesso si legge, che ad una persona defunta venga chiesto di pagare una multa stradale o la tassa dei rifiuti. Il disappunto, comunque, per i familiari, resta. Le comunicazioni, nonostante le nuove tecnologie, non corrono poi così veloci.
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