Il Tirreno

Prato

Cinquanta famiglie povere in più al mese

di Azelio Biagioni
Cinquanta famiglie povere in più al mese

I drammatici dati delle persone che si rivolgono all’Emporio della Caritas: 1.800 nuclei familiari oltre metà dei quali italiani

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PRATO. Quasi cinquanta famiglie in più rispetto al mese scorso si sono rivolte all'Emporio Caritas. Un numero elevato, un campanello d'allarme che suona molto forte ed indice di una crisi che, purtroppo, continua ancora a colpire come una furia. Un dato allarmante al quale si va ad aggiungere un altro problema: all'Emporio iniziano ad essere in riserva con gli alimenti da poter dare.

«Siamo a distribuire le scorte – commenta il responsabile Marcello Turrini – le persone che si rivolgono a noi sono aumentate e la merce è diminuita. Purtroppo sono calate le donazioni. Ad oggi ci manca quanto ci davano le grandi distribuzioni ed i prodotti in meno si sentono visto che aumenta il numero di coloro che chiede il nostro aiuto. C'è stato un momento in cui aziende ci donavano quanto era a fine produzione, ora non è più così. Facciamo, poi, le raccolte nei supermercati dove chiediamo gli alimenti di cui abbiamo bisogno». La speranza è che le grandi ditte possano tornare a donare per aiutare chi ha bisogno. Anche i privati possono offrire prodotti di cui l'Emporio necessita. «Perché – conclude Turrini - a piccole gocce si fa il mare».

Nell'agosto 2013 l'affluenza all'Emporio era diminuita. Difficile dare una risposta del perché quest'anno sia salito il numero. La prima causa è da imputare sicuramente alla crisi, il costo della vita sale mentre gli stipendi non crescono. Poi, è possibile che quanti usufruiscono della tessera dell'Emporio e che nel mese d'agosto riuscivano ad andare per qualche giorno in visita a parenti che non abitano in zona quest'anno abbiano dovuto rinunciare anche a questo e, di conseguenza, sono restati a Prato.

Intanto, se guardiamo quanti si sono rivolti all'Emporio Caritas dall'inizio dell'anno ad oggi il dato è impressionante: 1800 famiglie, tutte residenti o domiciliate nel Comune di Prato. A questo numero vanno aggiunte 270 mamme con bambini al di sotto dei diciotto mesi che vivono nel territorio provinciale. Delle 1800 persone che hanno avuto aiuto il 53% è italiano, il restante 47% di diverse nazionalità con in testa il Nord Africa e l'Albania. «L'Emporio è sempre attivo grazie alla presenza dei volontari – spiega la direttrice della Caritas di Prato Idalia Venco – E' aperto il lunedì, mercoledì e venerdì per gli alimenti per gli adulti, il martedì e giovedì per le tessere neonato». Diversa è, invece, la situazione alla mensa dei poveri “La Pira”. «Non c'è una cambiamento relativo di chi viene da noi – spiega Elena Pieralli presidente dell'associazione 'La Pira' – Di solito nel periodo estivo le persone si muovono con più facilità ed ecco che si vedono alcune facce nuove, persone che hanno disagi alle spalle anche legati alle tossicodipendenze. Magari restano qui una settimana o al massimo dieci giorni, e non si tratta di turismo – tiene a precisare Pieralli – poi non le vediamo più. Comunque non ci sono state richieste particolari né tantomeno si è verificato un aumento di quanti chiedono di poter mangiare alla mensa. I numeri sono sempre quelli ogni giorno serviamo dai 170 ai 200 pasti ed il dato di quanti dormono nella nostra struttura è più o meno sempre quello. Anzi, fino ad un paio di anni fa d'estate si registrava un calo di presenze».

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