Proteste
Le strappa la collana dal collo un passante blocca lo scippatore
È un ragazzo di 18 anni, incensurato e con un lavoro. È ai domiciliari: «Non so perché l’ho fatto» La vittima Tosca Bartolini, 87 anni: «Non sono caduta solo perché ero a braccetto a mia sorella»
PRATO. Stava tornando a casa dopo essere stata al circolo di Sant’Andrea con la sorella. Ottantasettenne anni ben portati e una grande vitalità. Per Tosca Bartolini, 87 anni, martedì sera non è stata però una serata come tutte le altre.
Un diciottenne l'ha raggiunta alle spalle e l'ha scippata. Un colpo secco e la collana d'oro (con appesa la medaglia con il volto del marito, ritratto a laser) si è spezzata.
Il destino però le ha voluto bene.
Tosca non è caduta a terra, la collana si è spezzata subito. E ha recuperato il suo monile grazie a un passante che ha acciuffato il ladro e l'ha fatto arrestare.
"Ero stata al circolo, a prendere un caffè. Con le mie sorelle, tutte avanti con l'età, ci andiamo tutte le sere perché non abbiamo voglia di andare a letto presto. A volte si gioca a tombola, a volte c’è solo da far due chiacchiere", comincia a raccontare la pensionata che ha informato i familiari dell’accaduto solo la mattina successiva.
"Erano le 23 circa ed io ero a braccetto di una delle mie sorelle. Si chiacchierava, come sempre, e all'improvviso abbiamo sentito qualcuno che si avvicinava a noi a corsa. In un attimo mi è arrivato da dietro e mi ha strappato la collana. Ha fatto così veloce che quasi non me ne sono accorta. Ho barcollato un po' ma con la mia sorella ci siamo tenute su. Quando ci ripenso mi batte ancora il cuore forte, dalla paura".
Tosca e la sorella mentre guardavano il ladro scappare a gambe levate, hanno notato anche che proprio in quel momento c'era un'automobile, bianca, che stava transitato lungo la strada. "E' il complice, s'è detto tra noi. Invece era Fabrizio, un nostro vicino di casa".
L'auto ha seguito il ladro per qualche metro. Il conducente è sceso ed è riuscito a fermare il ladro, un diciottenne, anche lui residente nella frazione. Si saprà dopo incensurato e con un lavoro a tempo indeterminato e che adesso si trova agli arresti domiciliari.
"Noi si è visto che quello nell’auto bloccava il ladro e nel frattempo la gente ha preso ad uscire di casa - è sempre Tosca (che abita a poche centinaia di metri dal luogo dello scippo a raccontare - e quindi si è raggiunto il punto in cui l’ha bloccato. Mentre Fabrizio, che abbiamo riconosciuto solo in quel momento, teneva il ragazzo s’è detto al ladro di rendermi la collana. Ma lui non l'aveva più. L'aveva già presa il vicino che me l'ha resa".
La collana, piuttosto grossa, si era rotta sul gancio di chiusura.
Il giovane ladro, riferisce Tosca, ha preso a implorare di lasciarlo andare. "Mi rovinate, mi rovinate", diceva. Ma Tosca e Fabrizio non avevano nessuna intenzione di lasciarlo libero prima che fosse arrivata la polizia. "A un certo punto - dice Tosca - ha perfino preso 50 euro e ha fatto per darmeli. Io però non li ho presi e gli ho detto che non si ruba".
Pochi minuti e sono arrivati gli agenti della polizia che hanno arrestato il ragazzo. Con la direttissima, in Tribunale, sono stati confermati gli arresti domiciliari in attesa del processo fissato per novembre. E lì ha ammesso le sue colpe. Ha spiegato al giudice di "aver perso la testa" e di "non capacitarsi di ciò che ha fatto né del motivo che lo ha spinto a farlo", rendendosi disponibile a risarcire il danno della rottura della catenina.
Anche a Tosca ha detto, mentre cercava di convincerla a lasciarlo andare, che non capiva perché lo avesse fatto. "Diceva che era ubriaco, che aveva bevuto. Non era vero di sicuro: correva come una lepre. E poi appena l’hanno preso ha fatto subito una telefonata. A chi non si sa ma, secondo me, sono una banda”, commenta convinta la pensionata che pare non sia nuova a episodi di questo genere
Tosca è stata avvicinata da strane persone un paio di volte anche se l’epilogo non è stato questo. «Una volta una donna mi toccava il collo, il petto in modo strano - racconta - ma io riuscii a capire che qualcosa non andava e mi divincolai, un’altra volta sono stata avvicinata da uno strano individuo. Senza contare che abbiamo avuto anche i ladri in casa. Mi rubarono una collanina. Sarebbe stata la seconda, un ricordo di mio marito. Fortuna che l’ho recuperata».
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