Il Tirreno

Prato

Prato, vecchio ospedale, Comune e Provincia cercano 20 milioni

di Cristina Orsini
Prato, vecchio ospedale, Comune e Provincia cercano 20 milioni

A un passo dalla chiusura della trattativa con il governatore Rossi, sul piatto anche immobili da cedere alla Regione per trasformarli e metterli in vendita

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La “partita” avrebbe voluto chiuderla prima della pausa estiva che inizierà, per la giunta Biffoni, a partire da venerdì. E’ convinto però di limare i termini dell’accordo con la Regione alla ripresa dell’attività: settembre, ottobre al massimo. Il sindaco Matteo Biffoni, è a un passo da chiudere il nuovo patto con il governatore Enrico Rossi sull’area del vecchio ospedale, una posta ereditata dalla giunta Cenni «e per la quale - dice - abbiamo dovuto ricominciare da capo». Altro, il sindaco, non vuole dire sui termini di un patto difficile ma che, dal punto di vista urbanistico, potrebbe trasformare la città diventando il biglietto da visita dei cinque anni di amministrazione Biffoni.

L’accordo con la Regione per la trasformazione dell’area del Misericordia e Dolce, anche per la giunta Biffoni non sarà indolore: dovranno essere sborsati soldi, tanti soldi o in alternativa cedere immobili di pregio per arrivare a mettere sul piatto almeno una ventina di milioni e diventare così proprietari del lotto. Molto più probabilmente accadranno entrambe le cose: Comune e Provincia che in questa partita giocano alleati, metteranno a disposizione del governatore Rossi una parte di denaro liquido e un’altra “coperta” con immobili da trasformare e mettere a valore.

La buona notizia è che la Regione, dal punto di vista economico, più passa il tempo e più si accontenta: dai 43 milioni di euro, valore dell’area ai tempi della giunta Romagnoli, si è passati ai 25-23 in ballo con l’ex sindaco Roberto Cenni e ai 20, forse qualcosa meno, di oggi. La Provincia, nonostante la fase di smantellamento, si sta frugando in testa per vedere -anche facendo scelte dolorose - cosa può garantire. I conti lo staff del presidente Lamberto Gestri li sta facendo proprio in queste ore (entro due giorni verrà fissato un incontro con il sindaco Biffoni) e sembra che la quota che sarà in grado di portare la Provincia si aggiri tra il 30 e il 35% del totale ovvero tra i 6 e i 7 milioni di euro, sempre che la partita si chiuda con l’asticella a 20 milioni. Al Comune spetterà mettere il resto: tra i 13 e i 14 milioni.

Non è un mistero che la Provincia si è resa disponibile a cedere il complesso delle ex Misericordia in via del Seminario - è ne ha già fatto fare la stima - oltrechè, se necessario, l’immobile della ex caserma dei vigili del fuoco dove oggi c’è la sede del museo delle Scienze: un pacchetto di immobili del valore di diversi milioni di euro. Resta da capire quali “gioielli” - se di gioielli si tratterà - metterà nel piatto il Comune che pare non transigerà su almeno due aspetti della trattativa: il primo riguarda la determinazione a liberare l’area del Misericordia e Dolce (anche abbattendo tutto o una parte dell’ex complesso ospedaliero anni Settanta) per creare un parco con all’interno funzione molteplici e non certo i complessi residenziali del progetto della Regione. La seconda è di allargare la riqualificazione dell’area fino a comprendere piazzale Ebensee, piazza dei Macelli, via Genova e oltre. Resta un nodo da sciogliere: a chi spetterà assumersi l’onere dell’abbattimento e della bonifica del vecchio ospedale. Su questo aspetto la trattativa è ancora aperta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa