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Prato

Aperta un’inchiesta

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L’indagine è del sostituto Canovai: «Vicenda molto delicata»

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PRATO. «Si tratta di una vicenda molto delicata». E' tutto ciò che il sostituto procuratore Laura Canovai può dire in merito alla vicenda della famiglia di albanesi, padre, madre e tre figli, due femmine maggiorenni, un ragazzo di 15 anni, ricoverati nel reparto di psichiatria dell'ospedale con un Trattamento sanitario obbligatorio perché in preda a una fortissima crisi di panico. Una vicenda che, secondo i carabinieri che svolgono le indagini, potrebbe avere molti aspetti da chiarire sul fronte sanitario, pochi, invece, su quello giudiziario.

Il magistrato sul cui tavolo è arrivata tutta la documentazione raccolta negli ultimi quattro giorni di indagini e che ha aperto un fascicolo conoscitivo - senza indicazioni di reati nè nominativi - ha ordinato accertamenti per capire se e quali tipi di lesioni i tre figli presentino. Pare però che né la ragazza di 22 anni (dimessa ieri) né la sorella di 19 abbiamo presentato ustioni o ferite di alcun tipo mentre il fratello più piccolo aveva leggere escoriazioni su un braccio guaribili in quattro giorni: poco più di un livido. Cosa sia accaduto tra giovedì scorso e domenica, apice di giornate convulse della famiglia albanese che vive in via Fantaccini, con corse all'ospedale Santo Stefano, visite al parroco di Coiano, almeno due episodi esorcismo, sempre con la richiesta pressante di fare qualcosa per liberare la casa da satana, è proprio quello che i carabinieri della Compagni, al comando del capitano Giansaverio Alfieri, stanno ricostruendo in queste ore. Una delle ipotesi, tutta da verificare, è che possa essere stato il pressing psicologico di uno delle famiglia a influenzare gli altri fino a una sorta di panico con delirio collettivo. Ciò che gli investigatori devono trovare - eventualmente anche per escludere qualsiasi tipo di reato - è l'origine della psicosi, qualcosa che potrebbe essere accaduto e che ha provocato la crisi.

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