Sicurezza
«C’è il demonio in casa» Intera famiglia ricoverata
I genitori terrorizzati hanno riferito di scritte misteriose sullo specchio e rumori Le figlie avevano ustioni sulle braccia. É intervenuto l’esorcista della Diocesi
PRATO. "In casa nostra c'è il demonio". Questa l'inquietante rivelazione fatta prima al parroco, poi agli increduli carabinieri, da padre e madre di tre figli, di cui due femmine da poco maggiorenni e un terzo ragazzino di 15 anni. Alla cosa è stato dato poco peso fino a quando nella notte tra giovedì e venerdì i due genitori, terrorizzati, si sono rivolti all'ospedale Santo Stefano chiedendo aiuto.
Giorni questi ultimi, per la famiglia, costellati da accessi all'ospedale, da visite e contatti col parroco di Coiano, frazione dove abitano, monsignor Nedo Mannucci. Ma anche con l'esorcista della Diocesi monsignor Guglielmo Pozzi.
Una storia difficile e complessa da ricostruire che nasce alle porte di Prato e che ha come protagonista una famiglia, fino a qualche giorno fa, come tante altre. Dalla ricostruzione del coordinatore del Dipartimento di salute mentale Marco Armellini che, insieme ai colleghi dell'ospedale ha parlato con i genitori e i ragazzi, nella casa di Coiano sarebbero successo cose strane, inspiegabili tanto da terrorizzare i genitori prima, i figli poi. Padre e madre hanno infatti riferito di aver cominciato a sentire rumori strani, a vedere scritte apparire improvvisamente nello specchio del bagno e, in generale, di una serie di eventi inspiegabili se non ricorrendo alla presenza di una forza maligna. "Non possiamo ancora dire di cosa si tratta con esattezza - commenta il neuropsichiatra Armellini - di certo c'è che ancora le ragazze non riescono a entrare nel dettaglio di quanto accaduto. Il nostro compito in questo momento è solo quello di liberarli dal terrore. Il ragazzo più giovane è oggi quello più sereno e più in grado di raccontare la vicenda che li ha portati improvvisamente ad abbandonare la loro casa e a cercare aiuto. Per quel che ci riguarda non avevamo mai incontrato la famiglia, i genitori sono operai, i figli vanno tutti a scuola".
La prima ad essere accompagnata al Santo Stefano dai genitori è stata nella notte di giovedì una delle due ragazze che è stata ricoverata all'ospedale Santo Stefano presentando, oltre a un forte stato di choc anche delle escoriazioni e probabilmente piccole bruciature sulle braccia. Non è chiaro ancora se sia stata lei stessa a farsi le bruciature oppure i genitori, che però sono stati i primi a rivolgersi anche ai carabinieri per chiedere aiuto dopo che anche la seconda figlia, nella serata di sabato 2 agosto , è stata portata al pronto soccorso con gli stessi sintomi e le stesse bruciature. Secondo i familiari sarebbe stato il maligno a indurre la ragazza a farsi del male.
A quel punto i carabinieri sono andati a casa della famiglia per vederci chiaro e hanno trovato l'abitazione sottosopra e sia i genitori che il figlio maschio quindicenne in forte stato di agitazione. Hanno pertanto disposto il ricovero per tutta la famiglia. Secondo quanto riferito dai carabinieri e dagli infermieri e medici dell'ospedale, sia i genitori che le figlie sono convinti che nella loro abitazione alloggi il maligno e che tutti loro siano posseduti dal demonio e che, come detto sopra, sia stato il diavolo in persona a costringerle a gesti di autolesionismo.
I problemi che hanno portato al ricovero in psichiatria sono nati all'ospedale quando ai genitori è stato negato di vedere le proprie figlie ricoverate, la prima che intanto stava meglio e sembrava aver superato la crisi, e la seconda appena arrivata al pronto soccorso. In evidente stato di agitazione, probabilmente anche perché temevano di perdere la tutela dei figli, padre e madre si sono incatenati davanti al pronto soccorso, protestando e urlando fra la curiosità e la meraviglia delle decine di persone che entravano e uscivano dal Santo Stefano.
Il personale sanitario, insieme ai carabinieri, li ha tranquillizati e li hanno convinti a farsi visitare: così, l'intera famiglia di cinque persone è stata ricoverata. Nel frattempo il figlio minorenne, il componente della famiglia meno agitato, è stato temporaneamente affidato. Le due figlie grandi sono ricoverate al Santo Stefano nonostante stiano fisicamente meglio.
Prima di arrivare all’ospedale la famiglia aveva però tentato un’altra strada rivolgendosi alla Diocesi. L’esorcista della diocesi, monsignor Guglielmo Pozzi, nei giorni scorsi era infatti andato a casa della famiglia. Ha dato la sua benedizione ma non ha ravvisato nulla di diverso da un caso, forse, solo clinico.
Il primo ad essere contattato dai genitori delle due giovani e del figlio quindicenne, in base a quanto riferisce la Diocesi, è stato il parroco di Coiano, don Nedo Mannucci, vicario della diocesi. Il sacerdote si è trovato di fronte a due persone piuttosto agitate che chiedevano aiuto, peraltro viste per la prima volta perché la famiglia non frequenta la parrocchia. «Affermavano - racconta il portavoce della Diocesi - che nella loro abitazione ha preso dimora Satana. Don Mannucci ha cercato di tranquillizzarli. Ma il giorno successivo, per nulla rassicurati, i coniugi hanno ricercato il sacerdote, che questa volta ha deciso di andare a casa loro. Il parrocco si è però limitato a benedire l'abitazione. Nuovamente, i due sono tornati all'attacco e don Nedo ha deciso di coinvolgere monsignor Guglielmo Pozzi, esorcista della diocesi. Molto scettico don Pozzi si è recato una prima volta a casa della famiglia albanese giovedì 31 luglio, dove ha somministrato un primo esorcismo. Poi ne ha praticato un altro il giorno successivo, venerdì, quando la coppia è tornata a cercarlo in Duomo. Secondo la Diocesi, monsignor Pozzi è però convinto che, come avviene nella quasi totalità dei casi, il caso in questione debba essere risolto non dall'esorcista».
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