Il Tirreno

Prato

Falso allarme per due sul parapendio in Calvana

Falso allarme per due sul parapendio in Calvana

Pareva fossero precipitati sul crinale: allertati due elicotteri e 15 vigili del fuoco ma gli sportivi stavano solo facendo le prove di discesa e risalita

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PRATO. Un eccessivo zelo ha creato un grande allarme e un dispiegamento di forze dell' ordine: due elicotteri, 15 uomini per salvare due parapendii che in realtà, in un assolato pomeriggio di agosto, avevano deciso di fare qualche esercitazione di partenza e atterraggio in cima alla Calvana. L'allarme è scattato verso le 14 quando i coniugi Pelagatti, che stanno in via Bologna all' altezza della concessionaria Peugeout, hanno visto un uomo sul parapendio che atterrava in modo strano. «Stavamo prendendo il fresco in giardino – spiegano - e abbiamo visto questo movimento strano, dopo dieci minuti è comparso un parapendio in volo, abbiamo avuto l'impressione che cercasse di aiutare l'amico in difficoltà. Così abbiamo chiamato i vigili del fuoco». Immediatamente è partito l'allerta, una squadra del 115 e un'ambulanza del 118 sono arrivati in via Bologna . «Probabilmente mi sono spiegata male io – precisa Pelagatti - di fatto hanno capito che fosse atterrato in via Bologna e fosse rimasto impigliato in qualche traliccio sopra la concessionaria». Individuato il punto preciso - si vedeva un puntino giallo immobile in vetta alla Calvana - i soccorsi hanno allertato due elicotteri e contemporaneamente sono partiti per raggiungere il crinale a Croce della Retaia. Arrivati sul posto si sono accorti che i due sportivi, ignari di tutto quello che stava succedendo ai piedi della Calvana, stavano semplicemente provando ad atterrare e a partire, operazione che richiedeva anche pause lunghe. Erano in ottima salute e soprattutto non avevano bisogno di aiuto. I soccorsi sono stati seguiti dagli abitanti di via Bologna, qualcuno anche munito di binocolo, con apprensione. «Ho sentito un rumore di sirene – spiega una residente – e mi sono precipitata sulla strada, ho temuto che si fosse fatto male qualcuno. Poi ho capito che il problema era più a monte». Le operazioni di “salvataggio” sono durate un paio di ore dove sono state fatte diverse ipotesi: dalla disidratazione del povero paracadutista, alla rottura di entrambi gli arti. I due sportivi, terminate le formalità burocratiche hanno potuto continuare la propria attività agonistica.

Alesssandra Agrati

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