Sicurezza
Quei sei milioni finiti in due conti a Hong Kong
Se è vero che i soldi sono spariti e non si trovano, una delle poche tracce concrete per farli riapparire arriva da Hong Kong, più precisamente dai due conti accesi presso la Hong Kong and Shanghai...
Se è vero che i soldi sono spariti e non si trovano, una delle poche tracce concrete per farli riapparire arriva da Hong Kong, più precisamente dai due conti accesi presso la Hong Kong and Shanghai Banking Corporation. Conti di società che secondo la Procura sono controllate da Roberto Cenni e sui quali sarebbero finiti 6.230.000 euro, soldi che la Sasch ha sborsato per acquistare il suo stesso marchio oltre a quelli di Shs e Across the world con un complicato gioco di scatole cinesi, vendite simulate e finte liti. La Procura ritiene che si sia trattato semplicemente di una distrazione di denaro dal fallimento. Così come è accaduto per l’avventura russa, la cessione di merce per oltre 26 milioni alle società di Roman Klimenkov (una delle quali si chiama non a caso “Enigma”) e mai pagata alla Sasch. «Gli utili ricavati dalla vendita della merce Sasch attraverso i negozi russi venivano poi ripartiti in parti uguali tra gli imputati e il Klimenkov - scrive la Procura - quali soci in egual misura della società di fatto». (p.n.)
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