Il Tirreno

Prato

In arrivo a Prato circa 50 nuovi profughi

In arrivo a Prato circa 50 nuovi profughi

In totale ce ne sono già 95. Gli ultimi 12 sono arrivati mercoledì. L’ex assessore Silli sul piede di guerra

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PRATO. Sarà un agosto caldo. E non dal punto di vista metereologico (come è ormai evidente) ma per quanto riguarda l'arrivo di nuovi profughi in città.

In Toscana si è stimato potrebbero arrivare 717 persone da suddividere tra le varie province. A Prato, in base ai numeri che ha in mano la prefettura, ne sono state assegnate una cinquantina.

Intanto dieci uomini e una donna con un bambino piccolo di un anno sono arrivati nella tarda serata di mercoledì . La prefettura ha disposto di ospitarne dieci in un ostello a Villa Fiorelli e due in un appartamento di Poggio a Caiano dove già c'erano otto persone ospitate. Entrambe le strutture sono gestite dalla cooperativa Pane e Rose. «Gli ultimi profughi arrivati, i dodici, arrivano dall'Africa Subsahariana - spiega Daniele Corbeltaldo, dirigente della Prefettura di Prato - e subito sono stati accolti dalle strutture. Attualmente i profughi presenti a Prato sono 95. Si tratta di persone originarie della stessa zona dei dodici dal momento che chi è arrivato dalla Siria e dall'Eritrea ha lasciato Prato e riteniamo l'Italia fin da subito».

In questo momento c'è preoccupazione per l'allarme Ebola, in Africa. Le persone che arrivano come sono controllate? "Un primo controllo sanitario - risponde Corbeltaldo - viene effettuato già sulle navi della Marina quando vengono soccorsi, poi e a terra e da noi la mattina successiva all'arrivo un medico si reca nelle strutture per tutti i controlli del caso". La Prefettura di Prato avvisata dell'arrivo dei profughi aveva già richiesto la disponibilità di nuovi alloggi tanto da emettere un bando con scadenza nei prossimi giorni con cui si chiede di poter utilizzare magazzini e stanzoni ovviamente pagando un corrispettivo. Richiesta che è stata girata ai soci dell’Unione industriale dal presidente Andrea Cavicchi. E ovviamente tutto questo non è avvenuto senza polemiche. "Ora c’è anche la richiesta del presidente dell'Unione industriale con cui, su istruzione del Prefetto, chiede collaborazione a tutti gli iscritti all'associazione per individuare immobili, edifici industriali e commerciali in disuso al fine di accogliere i migranti richiedenti asilo internazionale".Comincia così la presa di posizione dell’ex assessore all’immigrazione (e ora responsabile nazionale di Forza Italia) Giorgio Silli sull’arrivo di profughi a Prato. «Niente da eccepire riguardo all'operato di Cavicchi o di sua eccellenza il Prefetto, del resto il prefetto recepisce un ordine del ministro dell'interno e del governo e giustamente le associazioni di categoria si rendono disponibili a collaborare. Deduco però che a breve arriveranno molti, moltissimi altri profughi da non sapere dove trovare delle sistemazioni. Non è questione di costi “a carico del ministero” o meglio non è solo questione di costi, è questione di presenze, di spazi, di saturazione della città».

«Il problema - aggiunge Silli - è che una volta finita l'emergenza tutti rimarranno sul nostro territorio e dal momento che il ministero non potrà più sopperire al loro sostentamento, in genere si parla di 6 mesi, questi dovranno arrangiarsi, con tutte le conseguenze del caso».

«Se il nostro governo - conclude Silli - non riesce minimamente a cavare un ragno da un buco con l'Unione europea e se comunque chi approda sulle nostre coste dobbiamo tenercelo, almeno il sindaco e la giunta cerchino di prendere in mano la situazione».

«Chiediamo a gran voce, come abbiamo fatto più volte nello scorso mandato amministrativo, di inviare i profughi in altre province toscane e italiane. Province che possano metabolizzare le nuove presenze meglio di noi. Province con una densità di migranti più bassa di noi di almeno 10 volte. Qui non c'è più posto. Davvero». (i.r.)

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