Toscana
E i soci storici ingaggiano gli 007
Rottura tra le famiglie Cenni e Giovannelli. False fatture per prestiti da 23 milioni
PRATO. Per quasi mezzo secolo hanno condiviso un’avventura imprenditoriale, ma il crac della Sasch è diventato anche un crac tra due famiglie, quella dei Cenni e quella dei Giovannelli, soci storici nella galassia comprendente tra le altre anche Go-Fin e Gommatex. Durante i lunghi anni di indagine gli inquirenti hanno avuto modo di toccare con mano la frattura, che sarebbe stata provocata dalla convinzione dei Giovannelli di non essere stati informati di tutto quello che Cenni faceva nella Sasch. Loro hanno molte proprietà in Italia e teoricamente hanno molto da perdere dal procedimento penale (che è stato anticipato da gravosi sequestri in sede civile). Forse anche per questo, come riferiscono gli stessi inquirenti, a un certo punto la famiglia Giovannelli ha ingaggiato investigatori privati per capire i movimenti delle persone e soprattutto i flussi di denaro di questa complicatissima vicenda. Sembra che nemmeno loro, come già accaduto alla Procura, siano riusciti a capire dove sono finiti i più ingenti flussi di soldi.
Col cerino in mano sono rimaste certamente le banche. La Procura contesta a Cenni e ad altri indagati di aver usato fatture per operazioni inesistenti per ottenere il credito dalle banche. Le fatture sarebbero poi state annullate a livello contabile con note di credito. In questa maniera la Sasch avrebbe ottenuto 23 milioni di euro, solo in parte restituiti. Ci hanno rimesso Bnl (3,4 milioni), Mps (3,7 milioni), Unicredit (oltre 4 milioni) e altri. Ma nessuno ha fatto istanza di fallimento o ha querelato. (p.n.)
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