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Prato

Reclutate a Prato le lucciole cinesi del maxi giro scoperto in Emilia Romagna

Reclutate a Prato le lucciole cinesi del maxi giro scoperto in Emilia Romagna

Dopo sei mesi di appostamenti la Squadra Mobile di Imola (Bologna) ha arrestato, su provvedimento di custodia cautelare, quattro persone, tra i quali un italiano che fungeva da “tuttofare”

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PRATO. Dopo oltre sei mesi di appostamenti la polizia di Imola, con il supporto delle Squadre Mobili di Bologna e di Reggio Emilia, ha bloccato un vasto giro di prostituzione di etnia cinese ramificata nel capoluogo reggiano, a Bologna, Modena, Castel San Pietro e nel centro storico imolese. Buona parte delle prostitute che lavoravano in Emilia Romagna erano state reclutate a Prato.

Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore Riccardo Rossi, si sono concluse con un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giorgio Bonato di 57 anni con la convivente Liangmei Chen di 35 e per il capo del gruppo, Jian Jin di 42, e la compagna coetanea Qing Ye, tutti accusati di favoreggiamento e sfruttamento aggravato della prostituzione.

I quattro, con precedenti specifici e residenti a Reggio Emilia, avevano messo in piedi un vero e proprio call center utilizzando alcune decine di cellulari coi quali raccoglievano le richieste dei clienti, sia italiani che stranieri, attirati dai messaggi pubblicati sui quotidiani e su siti internet. In base al tipo di domanda di prestazione e alla localizzazione il cliente veniva indirizzato in uno degli appartamenti che ospitavano da 2 a 4 prostitute, di eta' variabile dai 35 ai 45 anni e con un tariffario che andava dai 30 ai 100 euro per i rapporti non protetti.

Alle prostitute, molte delle quali senza permesso di soggiorno, con una decina di prestazioni giornaliere, andava circa il 40% del ricavato che veniva poi inviato in Cina con dei money transfer. Il denaro sequestrato dagli agenti ammonta a circa 12 mila euro, frutto del lavoro settimanale. Il reclutamento che, prevedeva anche un turn over delle presenze con un frequente andirivieni tra una città e l'altra, aveva come base principale la provincia di Prato.

Ad affittare gli appartamenti dagli ignari proprietari, erano degli italiani che fungevano da prestanome e che sono stati denunciati per favoreggiamento. A raccogliere il denaro incassato dalle prostitute, che non uscivano quasi mai di casa e che disponevano di prontuario delle prestazioni con tanto di traduzione in cinese, ed a fornire loro il necessario per la loro attivita' ed il sostentamento era Giorgio Bonato.

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