Finanza
Maxi-multa al ristorante della rissa
Polizia municipale e carabinieri contestano irregolarità amministrative e igieniche, il Nas propone la sospensione
PRATO. Pugno duro del Comune nei confronti del ristorante cinese Wang Chao di via Filzi, davanti al quale nella notte tra sabato e domenica è avvenuta una rissa tra italiani e cinesi per questioni di parcheggio, che ha portato a otto denunce da parte dei carabinieri. Si è appreso ieri che già domenica la polizia municipale ha fatto un controllo al ristorante, accertando numerose irregolarità e infliggendo al titolare una multa di circa 25.000 euro.
In particolare sarebbero state contestate irregolarità amministrative e in materia di lavoro: all’interno del locale è stata scoperta una elevata percentuale della forza di lavoro in nero. Sono state irrogate sanzioni che, se non sanate,potrebbero portare alla sospensione dell’attività lavorativa in tempi brevi.
Durante l’animato confronto tra il sindaco Biffoni e i residenti di via dei Gobbi, i rappresentanti della comunità cinese si erano lamentati ritenendo che la multa al ristorante sia stata una specie di ritorsione dopo la rissa.
In particolare nel corso dell’ispezione della polizia municipale sono state rilevate diverse violazioni di carattere amministrativo attinenti le norme commerciali (mancanza dell’orario di apertura e chiusura, non rispondenza della sorvegliabilità dei locali, inottemperanza al divieto di fumo nei locali). I carabinieri del Nas, invece, per quanto di loro competenza, hanno riscontrato violazioni attinenti alla non conformità igienico-sanitaria del locale cucina, che non risultava compatibile con i requisiti minimi per garantire la sicurezza alimentare. Per questo i Nas hanno chiesto alla Asl di Prato l’emissione del provvedimento di sospensione dell’attività.
Intanto il titolare del ristorante Wang Chao, che si fa chiamare Massimo, sta correndo ai ripari dopo le prescrizioni dell'Asl e della polizia municipale. In mattinata è andato a comprare numerosi cartelli (divieto di fumo, uscita di sicurezza e altro) per affiggerli nel locale.
«Abbiamo finito di ristrutturare il locale da appena tre giorni - spiega Massimo - e non abbiamo avuto il tempo di mettere tutti i cartelli. Ora li ho comprati e mi metto in regola».
Una spiegazione che ha riacceso il dibattito soprattutto sul web, dove a molti lettori questa giustificazione non è bastata. Da quanto si è capito, comunque, non si tratta solo dell’affissione di qualche cartello. Le irregolarità più difficili da sanare sono quelle legate ai contratti di lavoro e alle condizioni della cucina, che potrebbero portare alla sospensione temporanea dell’attività di uno dei ristoranti cinesi più frequentati della città, dove molte coppie di sposi organizzano il pranzo o la cena di matrimonio.
La tensione tra via Filzi e via dei Gobbi non sembra destinata a sgonfiarsi molto presto. Un elemento che potrebbe contribuire a farla calare è l’incontro che è stato proposto dalla comunità cinese per bocca di Yang Shi martedì sera. Non è ancora sicuro che si farà, ma potrebbe essere un primo passo per venirsi incontro. Tra i più agitati contro i cinesi, riferiscono testimoni sul posto, ci sarebbero alcuni residenti albanesi e romeni. Quindi non si sarebbe in presenza di un “semplice” attrito tra italiani e orientali, ma anche tra gli orientali e gli stranieri di recente immigrazione.
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