Il Tirreno

Prato

Via Filzi, animi ancora accesi dopo la rissa

Via Filzi, animi ancora accesi dopo la rissa

La giunta propone di mettere una sbarra chiusa dopo le 20. I cinesi chiedono un incontro per parlare dei problemi

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PRATO. Un clima teso ed esasperato tra gli abitanti del condominio di via dei Gobbi e la piccola rappresentanza della comunità cinese locale. L'incontro a cui hanno partecipato anche il sindaco Matteo Biffoni. gli assessori Benedetta Squittieri e Filippo Alessi, la direttrice della scuola cinese San Paolo Lui Shon e Yang Shi rappresentante della comunità orientale, di fatto è diventato un teatro di accuse reciproche. Gli italiani chiedono un maggiore rispetto delle regole, mentre i cinesi denunciano atti di intolleranza nei loro confronti. Poco il terreno su cui potersi confrontare, anche se la comunità orientale ha lanciato la proposta di un incontro all' interno della scuola, a cui saranno invitati anche i proprietari del ristorante da cui sabato sera sono usciti alcuni degli orientali coinvolti della rissa, per iniziare a discutere dei problemi reciproci.

Le foto dell'incontro tra il sindaco e i condomini di via Filzi

La proposta è stata accettata dai residenti, ma Shi ha messo tre regole: porte chiuse, quindi riservato soltanto a chi abita nella via, presenza di autorità italo cinesi, per Prato Biffoni ha dato la sua disponibilità e che sia un momento di confronto e non di scontro. In attesa di trovare la data sono volate accuse pesanti. “Non riusciamo più a vivere in questo condominio- spiegano gli abitanti – gli allievi della scuola giocano nelle rampe dei garage a tutte le ore, il metodo di studio prevede che le parole vengano ripetute ad alta voce e quindi tutto rimbomba. Sistematicamente troviamo bottiglie di vino lanciate nei nostri balconi. Quando è l'ora della chiusura della scuola ci sono macchine parcheggiate ovunque e non possiamo passare”.

Dall' altra parte la direttrice denuncia atti di bullismo nei confronti dei suoi alunni che spesso sono sfociati in piccoli pestaggi, la presenza di alcuni ragazzini che il pomeriggio vanno a disturbare le lezioni e, più in generale, un clima di intolleranza verso i cinesi. “La mia scuola è in regola, abbiamo un permesso, sono venuti i vigili del fuoco e l'Asl, e hanno trovato tutto a posto. I bambini ogni tre ore hanno bisogno di una pausa ed è normale che facciano un po' di confusione. Così non si arriva da nessuna parte”. Sono comunque volate parole grosse. Un ragazzo che abita nel condominio rivolgendosi a Shi ha dichiarato. “Devi solo ringraziare il cielo che quella sera io non c'ero, perchè, te lo giuro su mia sorella, se ci fossi stato avrei fatto una strage”.

Mentre da una parte del marciapiede, la riunione si è svolta per la strada, il clima di intolleranza cresceva dall' altra l'assessore Alessi ha illustrato la sua soluzione per limitare il parcheggio selvaggio da parte dei clienti del ristorante. “Proponiamo di installare una sbarra che si chiuda dalle 20 alle 8, in modo che funzioni da deterrente. Le altre due soluzioni sono decisamente più onerose per i condomini: acquistare la strada (prezzo 200 euro al mq) oppure mettere i parcheggi a pagamento.” La proposta della sbarra non convince . “Dodici ore non bastano, perchè il problema riguarda tutto il giorno – spiega Lucia Panelli amministratrice del condominio - del resto sotto la strada ci sono i garage e i condomini pagano l'illuminazione e il rifacimento dell'asfalto quando ce ne è bisogno”. Secondo i tecnici del comune la strada resta comunque pubblica e quindi non può essere chiusa. Ieri mattina sono stati fatti dei controlli al ristorante cinese. “La notizia della multa – ha spiegato Shi - si è subito diffusa nella comunità cinese se ed è stata vista come una sorta di ritorsione”. Frase che ha suscitato un boato da parte degli italiani.

 

 

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