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Bini compra Eurotintoria e vende parte dell’edificio

di Ilenia Reali
Bini compra Eurotintoria e vende parte dell’edificio

La società dell’imprenditore ottiene per 650mila euro le quote di Go Fin (Sasch) Aumentano le azioni del collega Baroncelli. Si prepara l’arrivo di Lagopolane

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PRATO. Go Fin, l’azienda capofila del gruppo Sasch, non fa più parte di Eurotintoria. Il bubbone che da una manciata di anni mette a repentaglio la vita di una delle aziende più grosse della rifinizione pratese è stato estirpato. Il Tribunale di Prato e il commissario fallimentare Giulia Massari che, dal fallimento gestiscono la società che era delle famiglie Cenni e Giovannelli, hanno accettato la richiesta d’acquisto - la seconda presentata - di uno dei soci di minoranza, la società Delfino che fa capo alla famiglia Bini.

Un’offerta dei 650mila euro con cui i Bini hanno acquistato il 50 per cento e spiccioli di Eurotintoria che ha nell’attivo anche l’immobile.

«E’ vero - conferma uno dei soci Giulio Baroncelli - abbiamo comprato le quote di Go Fin».

Baroncelli utilizza il plurare perché se l’offerta al Tribunale era firmata solo dalla Delfino e quindi dai Bini, com’era stato anticipato anche al commissario, una parte delle quote è poi stata ceduta ai soci.

«Adesso quel 50% - entra nel dettaglio Baroncelli - è stato diviso a metà tra la Delfino e la Miledi, la società della mia famiglia . Io, da sempre, avrei preferito entrasse un altro socio ma, visti i tempi, non è stato possibile».

Una notizia quella del passaggio di proprietà che non fa sorridere i dipendenti e gli addetti ai lavori anche perché si tratta solo di un primo (anche se fondamentale) passo per tirare fuori dalla crisi Eurotintoria che finanziariamente non naviga certo in buone acque.

Tanto che i Baroncelli e i Bini hanno venduto (Baroncelli tiene il massimo riserbo sull’acquirente perché sostiene l’affare sarà siglato a fine settembre) parte del capannone a un’altra impresa pratese.

Sono stati venduti settemila dei circa ventimila metri quadrati e la notizia è trapelata perché proprio in questi giorni è in atto il trasloco del materiale e di parte dei macchinari all’interno della fabbrica che sarà divisa tra le due società.

Sembra che l’acquirente, ma la conferma ufficiale non c’è, possa essere l’azienda di filati Lagopolane pronta a trasferirsi entro la fine dell’anno dai suoi immobili di Iolo a quelli di via dei Fossi, sede di Eurotintoria.

Spazi ridotti, difficoltà finanziarie e, dopo anni, la possibilità di gestire per i soci “privati” autonomamente l’azienda.

Cosa succederà adesso?

Baroncelli smentisce l’ipotesi di un concordato o di un ridimensionamento del personale.

«Non ci stiamo pensando per ora», risponde a domanda diretta .

«Il nostro obiettivo è quello di vedere se il lavoro riprende e, grazie anche alla liquidità entrata in azienda per la vendita di parte dell’immobile, contiamo di dare respiro a Eurotintoria. Vediamo cosa si può faree speriamo che le condizioni del mercato siano buone per cominciare a risanare in modo serio l’azienda».

Già circa un anno fa si era sparsa la voce, poi confermata, che le famiglie Bini e Baroncelli avevano presentato un’offerta d’acquisto alla curatela fallimentare. All’epoca la compravendita non era andata in porto perché sembrava che iil Tribunale avesse intenzione di fare un’asta.

Una compravendita che si è realizzata un anno dopo e chje smobilizza una parte dei crediti di Go Fin. Una cifra minima per il passivo della finanziaria per cui alcune settimana fa sono stati ripartiti una parte delle entrare tra i creditori privilegiati, prevalentemente professionisti.

Adesso il prossimo passo dovrebbe essere quello di arrivare alla vendita di quote di un’altra società, la Firpa, ormai non più attiva come attività produttiva ma proprietaria di un immobile affittato a cittadini orientali.

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