Il Tirreno

Prato

«Abbiamo dato aiuto a Scampia»

di Azelio Biagioni
«Abbiamo dato aiuto a Scampia»

Trenta ragazzi dell’associazione Cieli Aperti sono tornati nel quartiere del degrado di Napoli

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PRATO. E’ il secondo anno consecutivo che l’associazione “Cieli aperti” torna a Scampia, un rione purtroppo fra i più disagiati di Napoli. E lo fa per portare il suo aiuto che spazia da una parola di conforto e di amicizia fino a rimboccarsi le maniche e sistemare gli orti, dipingere e fare tutto quello di cui c’è bisogno. Trenta ragazzi più la responsabile dell’associazione, Livia Tomasi, sono rimasti per dieci giorni in Campania per dare una bella testimonianza di chi ha davvero un cuore grande e pensa al prossimo e preferisce anche rinunciare alle vacanze ed aiutare chi è meno fortunato. La Regione Toscana ha dato un contributo utile per coprire parte delle spese per i ragazzi più piccoli mentre tutti gli altri partecipanti si sono autofinanziati per prendere parte al campo di animazione napoletano. Il gruppo di quest’anno era composto da quindici ragazzi fra i 15 e i 25 anni e da altrettanti la cui età andava dai 30 fino ai 40 anni. Oltre a loro due studentesse del ‘Rodari’, vincitrici del progetto sulla legalità. I partecipanti pratesi, come nel 2013, sono stati ospiti del centro Hurtado, gestito dai padri gesuiti.

Tante sono state le cose da fare: l’animazione, la pulizia, la cura degli orti, dipingere ringhiere e porte fino al portare aiuto alla cooperativa “La Roccia”. Per la quale i volontari hanno dato una mano nella preparazione e nell’allestimento di una mostra recandosi di persona al ‘Giffoni film festival’. Alessia Facchini è la referente della legalità dell’associazione “Cieli aperti”. Anche lei è stata a Napoli. Da poco è rientrata a Prato insieme agli altri protagonisti del campo di animazione partenopeo. «Abbiamo fatto quello che potevamo – commenta – ma quello che posso certamente dire è che tutti siamo ritornati arricchiti, perché queste sono esperienze che danno tanto». Una decina di ragazzi sono partiti da Prato l’11 luglio per arrivare a Scampia in tempo per l’inaugurazione del mosaico all’esterno della chiesa di Santa Maria dell’umiltà alla presenza dell’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe. Il resto del gruppo (quello più consistente in termini numerici) è giunto a Scampia il giorno seguente. Per alcuni dei ragazzi è stata la prima volta ad un’iniziativa del genere. «Inizialmente sono stati colpiti dal degrado – spiega Alessia Facchini - ma anche dall’accoglienza che abbiamo ricevuto. Il progetto con Scampia è iniziato lo scorso anno e durante tutto questo tempo si sono sempre mantenuti dei contatti sia a livello personale che con una visita che gli scout del posto hanno fatto qui da noi a febbraio. L’esperienza che portiamo con noi è importante e siamo tornati con un grande ricarica spirituale ed umana. A Scampia c’è un mondo a parte, dove la vita è vissuta solo all’interno delle case e nei cortili delle abitazioni, dove è difficile coinvolgere e far partecipare alle manifestazioni i genitori. Anche se – conclude Alessia - l’accoglienza da parte di tutti è stata meravigliosa». Insieme all’associazione “Cieli aperti” a Scampia c’erano anche due gruppi scout; uno di Lucca e l’altro di Bologna.

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