Il dolore
L’Inail: «Non facciamo differenze tra lavoratori italiani e stranieri»
Una nota del direttore di Prato e Pistoia dopo che qualcuno aveva storto il naso per l’indennizzo ai parenti dei cinesi morti alla Teresa Moda: «Ha diritto al risarcimento anche chi non ha un contratto regolare»
PRATO. I parenti di chi muore sul lavoro, anche senza un regolare contratto, hanno diritto a un indennizzo dell’Inail, che inoltre non può fare differenze tra italiani e stranieri. Lo ribadisce in una nota David Maccioni, direttore Inail di Prato e Pistoia, dopo che qualcuno aveva storto il naso dopo aver appreso che l’istituto ha accantonato un milione e mezzo di euro per i parenti dei cinesi morti nell’incendio della Teresa Moda in via Toscana, il 1° dicembre 2013.
«I casi sono stati qualificati come evento indennizzabile dopo attenta ed approfondita istruttoria - spiega Maccioni - a seguito anche delle indagini svolte sull'evento dalle autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza. Il meccanismo di riconoscimento non è, quindi, dipeso da interpretazioni discrezionali o, tantomeno, arbitrarie dei funzionari della sede, ma da atto dovuto a seguito dell'applicazione dei principi giuridici presenti nel nostro ordinamento, a cominciare da quello contenuto nell'art 38, comma II, della Costituzione (tutela lavoratori infortunati). Preme ulteriormente precisare che, sulla base del principio dell'automaticità delle prestazioni, contenuto anche nel Testo Unico Infortuni DPR 1124/65, i lavoratori hanno diritto alla tutela previdenziale, anche in caso di rapporto irregolare con la propria azienda, fatti salvi i recuperi e le sanzioni per i premi omessi nei confronti dei trasgressori».
«L'azione dell'Istituto - conclude Maccioni - nella presente circostanza, non è stata quindi caratterizzata da una approccio di favore verso una particolare etnia ma da doverosa applicazione della legge, che vale per qualsiasi lavoratore, italiano e straniero. Si precisa, infine, che per i presenti casi l'Inail ha promosso azione di costituzione di parte civile nei processi penali attualmente in corso».
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