Il Tirreno

Prato

«Fateci divertire qui a Prato». L'appello dei giovani

di Azelio Biagioni
«Fateci divertire qui a Prato». L'appello dei giovani

Un gruppo di ventenni dice la sua sulla movida in città e chiede ai residenti di avere un po’ più di pazienza coi locali

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PRATO. Angela, Riccardo, Andrea, Filippo e Tobia sono amici. Hanno vent’anni e studiano all’università. Il giorno lo passano sui libri ma la sera vogliono divertirsi ed uscire. E vorrebbero farlo nella loro città, a Prato. Ma non ci sono punti di ritrovo per loro, mancano locali per giovani.

«E poi - sostengono – qualsiasi iniziativa venga messa in piedi viene subito presa di mira».

La domanda, quindi, che vogliono porre all’attenzione di quanti contestano un po’ di chiacchiericcio notturno è «Ma noi giovani che dobbiamo fare, chiuderci in casa?». «Girare per la città di notte è da brividi – commenta Riccardo Belli –la città non è vissuta ed ecco che si possono incontrare facce poco raccomandabili». «Il giovedì sera con i negozi aperti il centro cambia pelle e il movimento si vede – aggiunge Angela Italiano -. E’ vero che ci sono eventi come il ‘Settembre pratese”, ma sono cose di breve durata. Poi cala di nuovo il sipario».

«Il venerdì sera diciamo che si resiste – afferma Andrea Dell’Omo – ma il sabato stare qui è come essere in un deserto. Ecco allora che ci spostiamo in Versilia. Ma questo ha un costo: benzina, autostrada. Restare qui, invece, vorrebbe dire per noi ragazzi spendere meno e sarebbe un modo per far girare l’economia. E se un martedì qualunque devo uscire e non poter nemmeno prendere un caffè preferisco restare a casa». Cosa chiedono allora questi ragazzi che si fanno, in qualche modo, portavoce dei loro coetanei?

«Un po’ più di tolleranza – risponde Filippo Balugani – Chi viene ad abitare in centro sa che ci sono pro ma anche contro. E sicuramente credo sia meglio, per chi si lamenta della movida, sentire noi ragazzi che la sera ci scambiamo quattro chiacchiere che avere un tossico sotto la finestra». «Infatti se c’è movimento questo è un ritorno per tutta la città – aggiunge Tobia Marchi – e questo porta ad uno stop al degrado e criminalità di cui tanto si parla. Perché le persone che attaccano la movida sono le stesse che poi si lamentano degli spacciatori».

I ragazzi spiegano come Prato esuli dalle altre città limitrofe (vedi Pistoia o Firenze) dove c’è più vita. La situazione pratese – sostengono in coro - è leggermente migliorata da un paio di anni ma non è possibile che non ci sia niente per noi e che quanto proposto sia subito attaccato senza mai trovare una soluzione».

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