Sicurezza
Teresa Moda, iniziato il processo ai confezionisti cinesi
I parenti di primo grado delle vittime, risarciti, non si sono costituiti parte civile e questo potrebbe consentire uno sconto sull’eventuale condanna
PRATO. È iniziato oggi, 22 luglio, davanti al giudice dell’udienza preliminare il processo nei confronti dei tre confezionisti cinesi accusati di omicidio colposo plurimo per l’incendio della confezione Teresa Moda nel quale il 1° dicembre 2013 hanno perso la vita sette operai. Le sorelle Lin You Lan e Lin Youli, insieme a Hu Xiaoping, difesi dall’avvocato Gabriele Zanobini, sono comparsi davanti al giudice e al pubblico ministero Lorenzo Gestri. Presenti anche alcuni parenti delle vittime, assistiti da Tiziano Veltri e Antonio Bove.
Come previsto, solo tre di loro hanno chiesto di costituirsi parte civile perché molti altri familiari di primo grado hanno rinunciato dopo aver firmato scritture private in Cina nelle quali hanno accettato un risarcimento di 110.000 euro in cambio dell’impegno a non fare causa ai connazionali. Oltre ai tre familiari di secondo grado, hanno chiesto la costituzione anche due cinesi rimasti feriti nell’incendio, il Comune, i sindacati e l’Inail. Il giudice ha poi rinviato al 29 settembre, quando deciderà sulle costituzioni di parte civile e sul rito (la difesa chiede un giudizio abbreviato condizionato alla testimonianza dei parenti). L’effetto pratico della mancata costituzione di parte civile dei parenti di primo grado potrebbe essere la concessione delle attenuanti ai tre imputati, che così otterrebbero un consistente sconto sull’eventuale pena.
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