Attenzione
Il 2013 a Prato è stato l’anno con meno smog
Il dossier dell’Arpat mostra un miglioramento della qualità dell’aria, ma le polveri sono ancora troppo alte. Pessima la qualità delle acque superficiali
PRATO. Migliora leggermente la qualità dell'aria a Prato rispetto agli anni precedenti, ma vengono segnalate ancora criticità soprattutto per le polveri fini (Pm10), un parametro strettamente collegato al traffico cittadino e, in parte, agli impianti domestici di riscaldamento o condizionamento. È questo in estrema sintesi il dato più interessante sulla qualità dell'aria monitorata dall'Arpat regionale nell'annuario 2014, uscito in questi giorni. Annuario che riepiloga i dati registrati dalle varie centraline toscane nel 2013 e li paragona a quelli degli ultimi cinque anni. Per quanto riguarda Prato, le centraline di riferimento sono quelle di via Roma, considerata "stazione di fondo" e di via Ferrucci, che rientra, invece, tra le "stazioni di traffico". Vediamo il quadro della situazione.
Polveri fini, Pm10. Via Roma registra una media di 27 microgrammi per metro cubo, in via Ferrucci la media è di 30 microgrammi per metro cubo. Rispetto agli anni passati, via Ferrucci presenta il punto più basso proprio nel 2013, dopo il picco raggiunto nel 2011 con 35 microgrammi. Via Roma con 27 microgrammi abbassa i valori registrati dal 2010 (picco massimo 31 micogrammi) al 2012, ma presenta un dato leggermente superiore ai 25 microgrammi del 2009. Sintentizzando il tutto, l'Arpat conclude che il limite dell'indicatore relativo alla media annuale (40 microgrammi per metro cubo) è stato rispettato in tutte le stazioni, con una diminuzione costante nell'ultimo triennio. La situazione si presenta simile anche per le polveri ancora più sottili, le Pm 2.5.
Giorni di sforamento rispetto al limite consentito. La situazione però peggiora se passiamo dalle medie annuali ai giorni di sforamento del limite consentito. Qui i 35 giorni di superamenti annuali, che costituiscono il limite di legge, vengono ancora eguagliati in via Roma e superati (37 giorni) in via Ferrucci. L'Arpat chiosa proprio il caso di Firenze e Prato come anomalo rispetto alla media regionale, dove nessun’altra stazione supera il limite dei 35 giorni. Va tuttavia evidenziato, per vedere anche il bicchiere mezzo pieno, che la situazione nel 2013 è migliorata, in quanto negli anni precedenti si erano sistematicamente superati i 40 giorni di superamento del limite di Pm10, con picchi massimi in via Ferrucci nel 2010 (51 giorni= e 2011 (50 giorni).
Biossido di azoto nella norma. Anche il NO 2 (biossido di azoto) è un parametro collegato soprattutto alle emissioni dai tubi di scappamento delle auto. Il quadro però è migliore rispetto a quello delle polveri fini ed è migliore nel 2013, dato ancora più confortante, rispetto agli anni precedenti. Il valore medio è di 33 microgrammi per metro cubo in via Roma e 27 microgrammi per metro cubo in via Ferrucci. Quest'ultima centralina vede un vero crollo, dato che il valore era stato di 48 microgrammi nel 2011 e di 45 nel 2010. Anche via Roma migliora i 36 microgrammi del 2012, attestandosi più o meno sul valore degli anni precedenti. Nessuna stazione nell'intera rete regionale raggiunge i 18 superamenti di media oraria di 200 microgrammi previsti come limite di legge.
Provando a trovare delle cause su questo leggero miglioramento della qualità dell’aria, può dipendere in piccola parte dal rinnovamento del parco auto con abbassamento delle emissioni inquinanti ma soprattutto da motivi climatici. Il 2013, infatti, è stato più piovoso e ventoso rispetto ai tre anni precedenti.
Acqua, pessima qualità. Le acque superficiali pratesi possono essere destinate alla produzione di acque potabili? Decisamente no, a vedere dagli ultimi dati dell’Arpat sulla qualità dell’acqua. Premettiamo che il monitoraggio si riferisce al triennio 2011-2013, quindi i dati non sono aggiornatissimi. Tuttavia spicca fra quelli toscani il dato pratese, dove il 20% delle acque superificiali risultano del peggior livello qualitativo previsto (gruppo sub A3) e il restante 80% del secondo peggior livello (gruppo A3) , su un totale di 4 livelli. Nessun campione di acqua superficiale a Prato, o meglio “corpo idrico” come viene chiamato dall’Arpat, appartiene ai gruppi A1 e A2, che includono le acque di qualità migliori. In buona sostanza, l’acqua dei gruppi A3 per essere bevuta o utilizzata almeno per lavarsi, deve essere trattata in modo più o meno intenso ed adeguato. Si tratta più che altro di una curiosità, visto che l’acqua che usiamo a Prato per usi potabili ci arriva in larga parte dal lago del Bilancino e viene trattata all’impianto di potabilizzazione dell’Anconella, a Firenze.
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