Sicurezza
Teresa Moda, i parenti risarciti non si costituiscono parte civile
I familiari di primo grado dei sette operai morti nell’incendio di via Toscana hanno ricevuto 110.000 euro e si sono impegnati a non fare causa ai confezionisti
PRATO. I familiari di primo grado dei sette operai cinesi morti nell’incendio della confezione Teresa Moda non si costituiranno parte civile nel processo con rito abbreviato che inizierà domani, 22 luglio, nei confronti dei tre connazionali arrestati con l’accusa di essere i gestori di fatto dell’azienda di via Toscana, bruciata lo scorso 1° dicembre. Lo prevede una clausola delle scritture private che sono state firmate in Cina all’inizio dell’anno dai familiari. Gli accordi stabiliscono che i familiari non si costituiscano parte civile in cambio di un risarcimento di 110.000 euro. L’avvocato Tiziano Veltri, che assiste alcune delle famiglie, si costituirà per conto dei parenti di secondo grado e di un cinese ferito dell’incendio, che non è stato risarcito. Le scritture private sono una carta che si giocherà anche la difesa dei tre arrestati (che pochi giorni fa sono stati messi agli arresti domiciliari) per ottenere la concessione delle attenuanti.
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