Il Tirreno

Prato

Il Buzzi a corto di aule mette mano al portafoglio

Maria Lardara
Il Buzzi a corto di aule mette mano al portafoglio

L’Iti di Prato investe 40.000 euro per far fronte al boom di iscrizioni nelle prime classi. Il punto sugli interventi nelle altre scuole superiori della provincia

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PRATO. Il più singolare è il caso dell’istituto tecnico industriale “Buzzi”: era a corto di aule, a fronte di un aumento di popolazione scolastica per l’anno 2014/2015. Così ha dovuto frugarsi in tasca per trovare quei 40mila euro che gli serviranno ad ampliare i locali di viale della Repubblica. Del resto il boom di iscritti (450 nuove iscrizioni), per un totale di 19 classi prime, ha messo alle strette la dirigenza scolastica: in pratica, l’istituto si farà carico delle spese per ampliare i locali e per i lavori di ristrutturazione che consentiranno di adibire a laboratori didattici spazi non utilizzati. L’obiettivo, infatti, è quello trasferire in locali più ampi il laboratorio di analisi conto terzi, eccellenza assoluta riconosciuta anche dalla Regione Toscana. Visto che l’ente provinciale è in fase di dismissione con gli interventi per l'edilizia scolastica bloccati dal patto di stabilità, il "Buzzi" ha deciso di coprire tutte le spese dei lavori ora in fase di affidamento diretto, utilizzando alcuni finanziamenti regionali in cassa.

“Si tratta di lavori comunque concertati con la Provincia – puntualizza il preside Erminio Serniotti – che ci ha seguito nelle fasi di progettazione ed esecuzione. D’altro canto, si parla di opere assolutamente necessarie vista l’immissione massiccia di nuovi iscritti da settembre”.A parte il caso del “Buzzi”, per gli altri istituti il piatto piange. Lavori di ampliamento, ristrutturazione e manutenzione straordinaria al palo un po’ ovunque mentre rimane chiusa nel cassetto la palestra del polo scolastico di San Paolo: un intervento da 2,7 milioni di euro per l'impianto destinato agli istituti “Rodari” e “Marconi”, già segnalato al governo Renzi dall’assessore provinciale Ivano Menchetti fra le opere di edilizia scolastica bloccate.

Diverso il capitolo per le opere già avviate, motivo per cui all’istituto “Dagomari” l’8 maggio scorso sono stati finalmente ultimati i lavori per gli spazi polivalenti, biblioteca, palestra attrezzi e auditorium: la giunta Gestri era riuscita a far ripartire l’anno scorso il cantiere (i primi progetti risalgono al 2003), con un investimento conclusivo di 540mila euro. Al momento sono in corso gli atti di collaudo dei nuovi locali tutti da allestire: qui si trasferiranno l’aula magna, la biblioteca, le aule professori, la palestra e le nuove aule. Una buona notizia, insomma, per gli studenti del “Dagomari” che avranno a disposizione adeguati spazi per lezioni e corsi.

Terminati anche gli interventi di ristrutturazione degli spogliatoi nella palestra del liceo “Livi” e quelli di manutenzione straordinaria e adeguamento edifici per il trasloco del “Marconi” in alcuni locali della Fil-Centro per l’impiego, mentre sul fronte manutenzione la Provincia – che ha competenza sull’edilizia scolastica per gli istituti superiori – ha mani libere solo sulle faccende d'ordinaria amministrazione. In questo quadro rientra la manutenzione già fatta delle cabine elettriche del “Marconi” e “Rodari” mentre al “Datini” è stata ripristinata la funzionalità dell’ascensore che fino ad aprile era fuori uso. Mentre gli studenti sono in vacanza, si lavora dunque per rifare il look agli edifici scolastici compatibilmente con i fondi a disposizione: per renderli più sicuri, o magari per ampliarli in funzione di una popolazione scolastica sempre più in crescita.

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