Il dolore
Contributi e servizi alle imprese addio, tagli drastici anche sul Museo del tessuto
La scure del Governo si abbatte sulla Camera di commercio. La riduzione del diritto camerale toglie oltre 3 milioni di euro dal bilancio e salta tutto il lavoro di promozione
PRATO. Tempi magri, magrissimi per la Camera di Commercio di Prato. Con la riforma della pubblica amministrazione contenuta nel decreto legge 90 e, ora in attesa di conversione, si prevede infatti la riduzione del 50% delle tasse del diritto annuale a partire dal 2015.
Le aziende pagheranno la metà con un risparmio medio di circa 70 euro all'anno ma questo corrisponderà anche alla metà degli introiti per l'ente camerale che andrà a perdere più di 3 milioni di euro. Soldi che saranno recuperati con il taglio dei servizi.
Il rischio, del resto, è quello di non arrivare neppure a chiudere il bilancio in pareggio - è lo spettro paventato dalla direttrice Catia Baroncelli - «perché nonostante saranno tagliati praticamente tutti i servizi di promozione, internazionalizzazione e sponsorizzazione sul territorio ad oggi mancano 1,6 milioni di euro per pareggiare».
"Un provvedimento, quello del Governo, incomprensibile - sbotta il presidente della Camera di commercio Luca Giusti - perché arrivato sulla testa di enti che funzionano, proprio come la Camera di commercio di Prato, e che a fronte del risparmio minimo per ogni impresa distrugge tutto il lavoro progettuale e di coordinamento, oltre che di contributo per i progetti delle imprese che alla fine non godranno certo della situazione che si va a creare".
Qualche esempio. Nel 2014 la Camera di commercio ha distribuito fondi con i bandi alle imprese per 650mila euro: ad oggi sono già arrivate 367 domande per un valore di 875mila euro. Soldi che non saranno più disponibili così come sarà difficile portare avanti quei progetti di internazionalizzazione che da anni la Camera di commercio porta avanti facendosi promotrice di iniziative utili anche alle piccole e medie imprese del territorio o come sarà necessario chiudere i rubinetti per sostenere le imprese in fase di start up.
Sembra si farà prima a dire cosa non ci sarà più che quello che rimarrà. E se per le imprese che sono abituate a beneficiare del supporto della Camera di commercio di Prato (stessa situazione riguarda tutte le Camere di commercio d’Italia) saranno dolori non andrà meglio alle associazioni e fondazioni cittadine. Tra i tagli infatti non mancherà il supporto alla Fondazione Museo del Tessuto (160mila euro all’anno) e alla Fondazione Datini (30mila euro) così come sarà da rivedere la partecipazione alle iniziative per la valorizzazione del centro storico e del commercio, la partecipazione al Centro Firenze Moda Italiana e al Polimoda.
Tra i “tagli” anche il previsto aumento di capitale per l’Interporto e la partecipazione alle fiere. Tutti d’accordo col presidente Giusti i colleghi delle associazioni di categoria che della Camera di commercio fanno parte. Claudio Bettazzi (Cna), Andrea Belli (Confartigianato) e Canio Molinari (Unione commercianti) non hanno dubbi. «Riforme e risparmi sono necessari - sostengono - ma non servono decapitazioni lineari senza valutare cosa serve alle aziende e cosa invece no».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
