Il dolore
Senza casa madre di cinque figli
Domani verrà sfrattata, accusa i vicini e non sa dove sbattere la testa
PRATO. Anna Giovacchini è madre di cinque figli, due minorenni e uno malato di diabete, e da domani non avrà più una casa dove stare. Una triste storia che è iniziata nel 2012 con la separazione dal marito, la perdita del lavoro, l'anno successivo, di uno dei due figli, ed è culminata con lo sfratto esecutivo. «Quando sono venuta via da Capalle insieme ai ragazzi – spiega Anna – l'unico appartamento che siamo riusciti a trovare è stato uno a Prato dove l'affitto era molto caro: 650 euro oltre 300 per le spese di condominio. Una cifra alta ma contavamo di incrementare le entrate, al tempo lavoravano solo i due figli maggiori, per poi ricominciare una nuova vita». E invece le cose non sono andate così: lo scorso ottobre uno dei due figli, che è anche malato di diabete, ha perso il lavoro, la figlia pur lavorando come babysitter non veniva pagata, e così il debito verso la proprietaria della cas è aumentato fino a diventare insostenibile. «La situazione è andata sempre più degenerando, per fortuna mio figlio ha ritrovato lavoro, abbiamo cercato una nuova casa ma nessuno ci vuole come affittuari perché, quando chiedono le referenze viene evidenziato il nostro debito. Praticamente siamo arrivati alla vigilia dello sfratto senza trovare una soluzione». A complicare le cose i rapporti tesi con gli inquilini dello stabile in cui vivono e i portieri. «Viviamo con dei cani, come del resto anche altre famiglie, che abbiamo dichiarato di avere nel momento in cui è stato firmato il contratto. Eppure dopo pochi mesi dal nostro arrivo abbiamo ricevuto la visita dell' Asl, ovviamente non hanno trovato niente di anomalo, ma la cosa è abbastanza grave e a mio parere sottolinea un clima di intolleranza nei nostri confronti. Inoltre negli ultimi mesi troviamo dell'orina davanti all' ingresso dell' appartamento». Anna è disperata e teme soprattutto per la stabilità psichica di uno dei figli. «Non ha mai accettato la malattia e lunedì insieme all'ufficiale giudiziario sarà presente anche un medico legale per accettare che sia veramente malato. L'ennesima umiliazione». Ciliegina sulla torta, l'altro figlio martedì verrà operato ad una spalla e quando verrà dimesso non avrà un posto dove andare. (al.ag.)
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