Il dolore
Le “porte girevoli” della Misericordia
Giovannelli lascia il magistrato in polemica con Risaliti, provveditore prima eletto e poi sfiduciato
PRATO. E’ durato in carica un mese. Aurelio Risaliti ha fatto appena in tempo ad essere nominato provveditore della Misericordia di Prato che subito è stato sfiduciato. Una mossa strana che ha suscitato reazioni e che all’esterno poco si capisce. Provveditore torna ad essere Enrico Benelli che lo era stato fino ai primi di giugno. Nella nuova votazione per questa carica è stato eletto all’unanimità. Ma facciamo un passo indietro. Il proposto Luigi Biancalani chiamato nella giunta Biffoni si era dimesso dall’incarico il 7 giugno scorso. Dopo la sua rinuncia avevano deciso di rassegnare le dimissioni anche il governatore e il provveditore della Misericordia. Maria Petrà, nelle votazioni che ci sono state da lì a poco, è stata rieletta governatore mentre Benelli no. Mancata rielezione che ha suscitato qualche malumore accompagnata da una lettera firmata da alcune delle sezioni delle Misericordia che chiedevano spiegazioni in merito. Il nuovo provveditore Aurelio Risaliti è stato eletto a maggioranza (7 voti contro i 5 di Benelli). Poi, dopo circa un mese l’atto di sfiducia da parte del Magistrato della Misericordia, gesto che ha portato poco prima di questo atto alle dimissioni di uno dei componenti del Magistrato, in pieno disaccordo con quanto stava accadendo. Si tratta di Mauro Giovannelli che dell’Arciconfraternita è stato anche Proposto dal 2000 al 2008. «Non potevo restare all’interno di un sistema dove vengono adottate modalità che non mi piacciono – dice amaramente l’avvocato – Prima che avvenisse la sfiducia nei confronti di Risaliti, una persona degnissima, ho preferito dare le mie dimissioni. La sfiducia non è prevista dal nostro statuto e non capisco come un magistrato che un mese prima sceglie una persona come provveditore un mese dopo si riunisca nel votare la sfiducia. Inoltre, in questo momento così delicato i vertici non hanno saputo governare un passaggio difficile». (a.b.)
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