Finanza
L’aggressore resta in carcere
Convalidato il fermo, l’arrestato non spiega i motivi del gesto
PRATO. Resta in carcere l’uomo di 54 anni arrestato venerdì mattinata dalla polizia in via Guilianti a Casale con l’accusa di tentata rapina e lesioni ai danni del titolare dell’armeria Rasponi, Paolo Rasponi, ferito a una mano. Eliano S., residente in città, è stato interrogato ieri dal giudice per le indagini preliminari Luca D’Addario nel carcere della Dogaia, alla presenza del difensore Davide Pucci e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato il fermo e si è riservato sulle misure di custodia, disponendo che per il momento l’arrestato rimanga in carcere. A chi lo ha visto, l’uomo è parso ancora abbastanza confuso e non si esclude che abbia problemi psichici legati a manie di persecuzione. Non vuole che gli si somministrino farmaci e non dice a chi voleva sparare con la pistola che ha tentato invano di acquistare all’armeria Rasponi.
La polizia conferma che la moglie di Paolo Rasponi ha avuto un ruolo decisivo nell’evitare una tragedia. È stata la donna, infatti, a tirare via prendendolo per la cintura dei pantaloni l’aggressore che aveva puntato il coltello alla gola del marito. Al termine di una breve colluttazione, Eliano S. è stato ridotto all’impotenza, grazie anche all’intervento di un cliente.
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