Il Tirreno

Prato

Il nuovo Pecci sboccerà in primavera

di Riccardo Tempestini
Il nuovo Pecci sboccerà in primavera

Il sindaco e presidente del museo, Matteo Biffoni: «Resterò in carica finché non sarà risolto il problema del personale»

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PRATO. Il nuovo Centro Pecci aprirà i battenti nella primavera 2015, senza attendere che il vecchio edificio disegnato da Italo Gamberini sia rimesso a nuovo. Al sindaco e presidente del museo, Matteo Biffoni, il compito di chiarire quale futuro c’è dietro l’angolo per nuovo Pecci.

La costruzione del nuovo museo è quasi terminata, manca solo la copertura del “pennacchio”, ma per considerarlo finito mancano gli arredi e gli allestimenti . Modalità e tempi ?

«L’inaugurazione è prevista per la primavera del 2015. Stiamo lavorando con il direttore Cavallucci per studiare gli allestimenti, mentre gli arredi seguiranno le indicazioni del progetto di Nio».

La copertura finanziaria necessaria è notevole, ma c’è anche la Regione che ha promesso di fare la sua parte come ha fatto per la costruzione del nuovo. Nell’ultima settimana di luglio ci sarà l’incontrero con l’assessore Nocentini per definire l’accordo, ma cosa chiederete?

«La Regione ha già garantito il suo impegno e non dobbiamo chiedere molto di più se non un contributo finanziario che, se confermato, ci consentirebbe di coprire circa la metà delle spese necessarie. Del resto il Pecci è il museo d’arte contemporanea più importante del centro Italia e il suo rilancio non può prescindere dal suo completamento. Il confronto con l’assessore Nocentini è costante e la collaborazione, sono certo, proficua».

E’ probabile che la Regione chieda di rivedere l’assetto gestionale del nuovo Pecci, ovvero il cda, alla luce dei contributi finanziari, ma anche perché è l’ unico museo regionale di arte contemporanea. Siete disponibili?

«Vogliamo rivedere l’intero assetto del Cda con tutti i soci, compresa la Regione».

In Regione si parlerà anche dei 9 licenziati?

«Sin dal mio insediamento mi sono occupato del futuro di queste persone e l’attenzione della Regione è alto. In queste settimane è stata approvata dalla Giunta comunale la delibera per uno studio di collaborazione tra la Biblioteca Lazzerini e il Cid/Arti visive del Pecci: questa può essere una delle strade da percorrere per impiegare le professionalità del museo in altre attività. In ogni caso è necessario trovare soluzioni per tutti i nove dipendenti, nessuno escluso».

Nei giorni scorsi c’è stato l’incontro con i tecnici dell’Unione industriale, sul tema dei dipendenti, com’è andata ?

«Molto bene, è stata ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale a risolvere il problema del ricollocamento dei nove licenziati. In questo momento non possiamo lasciare a casa nessuno, il lavoro è fondamentale».

C’è una scadenza per la nomina del nuovo presidente? «Non ho intenzione di ricoprire il ruolo di presidente per lungo tempo, ma mi sono preso un impegno preciso: risolvere il problema del personale. Solo dopo che sarà trovata una soluzione in questo senso si procederà con la nomina di un nuovo presidente».

Aprire il nuovo museo nei primi mesi del 2015, oppure aspettare la fine della ristrutturazione del vecchio?

«La riapertura è prevista per la primavera 2015, non ha senso aspettare oltre. Ristrutturare il “vecchio” e completare tutti i lavori richiede investimenti notevoli, ma anche uno slittamento dei tempi di almeno un anno. Il Pecci merita di essere riaperto prima, di renderlo alla città e di farne il centro dell’arte contemporanea non solo di Prato ma di tutto il centro Italia. In questo senso stiamo già lavorando anche in accordo con la Regione Toscana e con Firenze che vede nel Pecci il centro di arte contemporanea da inserire nella propria proposta turistico-culturale. E’ importante quindi lavorare in sinergia anche con Firenze per attrarre sul territorio il maggior numero di visitatori possibili, non solo appassionati d’arte che comunque verrebbero al Pecci per le sue opere e le sue mostre, ma anche per chi segue il percorso di un circuito museale che non si limita solo a mete fiorentine».

Un’ultima domanda: in questi giorni Vittorio Sgarbi è impegnatissimo ad inaugurare mostre, da Favignana a Milano, da Spoleto a Camerano e a Volterra, ma a Prato?

«Vittorio Sgarbi è venuto a trovarmi subito dopo il mio insediamento, consapevole di essere un’eredità della precedente giunta. La sua professionalità e le sue capacità sono indubbie, l’unica difficoltà reale, di cui l’ho messo a conoscenza, è la capacità di impegno di spesa del Comune, visti i conti dell’amministrazione. Insieme abbiamo concordato di lavorare per proposte coerenti con quanto previsto nel suo contratto ma al contempo sostenibili per la nostra città».

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