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Prato, un marchio a garanzia del cardato riciclato

di Azelio Biagioni
Prato, un marchio a garanzia del cardato riciclato

Viene assicurato il ciclo di vita del prodotto. Alla Camera di commercio di Prato consegnati i certificati alle prime due aziende, l’Intespra e la Treg

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PRATO. E’ nato il Cardato recycled, ottenuto dal riciclo di materiali tessili. Un marchio che garantisce la misurazione del ciclo di vita del prodotto, quello che tecnicamente viene definito Lca ovvero life cycle assessment. Al via, quindi, tessuti e filati in lana proposti in tante combinazioni grazie al riutilizzo di materiali tessili.

Il nuovo marchio è promosso dalla Camera di Commercio di Prato in collaborazione con il Consorzio per la valorizzazione dei prodotti tessili cardati, Unione industriale pratese, Cna e Confartiginato. La certificazione sarà garantita da Sgs, ente di certificazione internazionale, che garantirà un collegamento anche con i marchi di moda. Presso la sede della Camera di Commercio, intanto, sono stati consegnati i primi certificati alle due aziende che hanno preso parte alla sperimentazione del nuovo marchio. E che sono Intespra per i tessuti (rappresentata da Giovanna Vaiani) e Treg (Gabriele Gironi) per la lana rigenerata e per i filati. All’appuntamento presenti tanti rappresentanti di aziende del territorio.

Tra gli ospiti il prefetto Maria Laura Simonetti ed il direttore del Museo del Tessuto Filippo Guarini. Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio, sostiene che per stare sul mercato è necessario seguire i vari cambiamenti e dare risposte efficaci alle esigenze delle aziende per aiutarle a competere.

«L’esperienza del cardato rigenerato – dice il presidente della Camera di Commercio – è un modo importante per valorizzare il prodotto ed un grande strumento da mettere a disposizione delle imprese». Andrea Cavicchi, presidente del Consorzio per la valorizzazione dei prodotti tessili cardati, è sicuro: «Con questo passo valorizziamo il cardato che è caratteristico del nostro territorio – spiega -. I clienti chiedono la trasparenza dei prodotti e con questo modo riusciamo a valorizzare e dare tracciabilità a quanto ottenuto lavorando con metodologie moderne che danno vita ad un prodotto non tossico. E poi – prosegue Cavicchi – oggetto di valorizzazione è il profilo ecologico del cardato riciclato, un prodotto ecocompatibile nato quando di eco compatibilità ancora non se ne parlava».

Gli aspetti salienti del nuovo marchio affinché i tessuti e i filati possano ottenere il “Cardato recycled” sono tre: devono essere prodotti all’interno del distretto pratese, realizzati con almeno il 65% di materiale riciclato oltre alla misurazione dell’impatto ambientale dell’interno ciclo di produzione tenendo conto dell’impatto del consumo di acqua, di energia e di anidride carbonica. Elementi che le aziende potranno consegnare alla propria clientela. Il marchio nasce come evoluzione del “Cardato regenerated CO2 neutral” lanciato nel 2008 come proposta di valorizzazione della produzione cardata. In seguito alle evoluzioni del mercato sono state apportate modifiche al marchio per andare incontro alle esigenze delle aziende.

Per il nuovo percorso la Camera di Commercio di Prato ed il Consorzio per la valorizzazione dei prodotti tessili cardati hanno dato il via ad una collaborazione con i ricercatori della scuola superiore Sant’Anna di Pisa che hanno elaborato il nuovo disciplinare per la misurazione del ciclo di vita del prodotto, in conformità alla nuova metodologia Pef (product environmental footprint) emanata dalla Commissione europea nel 2013. La società “Prima Q” ha aiutato il team di ricerca nella sperimentazione delle aziende.

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