Il Tirreno

Prato

lotta all’abusivismo

Pizzicata un’estetista di Prato che lavorava senza partita Iva

Pizzicata un’estetista di Prato che lavorava senza partita Iva

PRATO. Lavorava senza aver prima aperto la partita Iva e senza aver segnalato l’avvio dell’attività. Segnalata all’Agenzia dell’Entrate dalla Guardia di Finanza di Prato, una giovane estetista di...

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PRATO. Lavorava senza aver prima aperto la partita Iva e senza aver segnalato l’avvio dell’attività. Segnalata all’Agenzia dell’Entrate dalla Guardia di Finanza di Prato, una giovane estetista di Prato che rischia una multa da 500 a 2mila euro.

La donna, sotto la trentina, con i titoli per poter fare l’estetista, che lavorava a domicilio ma con un giro di clientela ancora piuttosto scarso, è stata “pizzicata” dai militari della compagnia, al comando del capitano Luigi D’Abrosca, che per limitare il fenomeno dell’abusivismo commerciale e professionale, sono andati a spulciare in internet le offerte di lavoro e le hanno messe a confronto con le partite Iva aperte in un certo periodo a Prato. Ed ecco fatto: scoperta l’estetista, ma scoperto anche un artigiano cinese che abusivamente riparava macchine da cucire.

Un caso scuola, simile a quello di Cecina, salito lo scorso anno agli onori della cronaca che ha visto un’estetista che lavorava abusivamente in casa ricevere una multa da pagare di ben 90mila euro. Multa che l’estetista pentita sta pagando, a rate. A garanzia c'è il suo patrimonio immobiliare, che è a rischio pignoramento attraverso la macchina del recupero Equitalia. La donna era stata “pizzicata” da una finanziera che si era finta una cliente.

«Di sicuro – spiega il capitano D'Abrosca – è come cercare un ago in un pagliaio, ma il segnale che vogliamo dare è che la nostra attenzione è alta verso chi non si mette in regola per lavorare. Chi svolge un’attività abusivamente crea danni veri a chi invece è in regola e paga tutto quello che deve pagare». Una piaga antica, questa, per Prato. Le Fiamme gialle proseguiranno i controlli nati, in massima parte, da segnalazioni al numero di emergenza 117, provenienti dalle stesse organizzazioni di categoria o sulla base di inchieste già avviate, per tutta l’estate. Fino a ora sono stati controllati parrucchieri, commercianti al minuto, muratori e appunto estetiste e lavoratori del comparto tessile, per un totale di 23 persone delle quali due sanzionate e 21 segnalate all’Agenzia entrate per ulteriori controlli.

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