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Prato, accoltellato il titolare di un’armeria a Casale: arrestato l'aggressore

di Paolo Nencioni
Prato, accoltellato il titolare di un’armeria a Casale: arrestato l'aggressore

Il cliente pretendeva di acquistare una pistola senza avere il porto d'armi e ha ingaggiato una furibonda lite col negoziante che non gliela voleva dare. Bloccato, dichiara: "Volevo ammazzare una persona". Il racconto del ferito: "Me la sono vista brutta"

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PRATO. Il titolare dell'armeria Rasponi di via Guilianti, a Casale, è stato ferito a colpi di coltello nella mattinata di oggi, 18 luglio, da un cliente con cui ha avuto una lite. Secondo quanto riferito dalla centrale del 118 che ha mandato sul posto un'ambulanza della Misericordia, il cliente avrebbe colpito il titolare dell'armeria a una mano con un coltello al culmine della lite.

E' stata smentita una prima versione secondo la quale l'aggressore voleva comprare un coltello. In realtà ha chiesto di poter acquistare una pistola e il negoziante, ovviamente, gli ha domandato se avesse il porto d'armi. L'altro come se nulla fosse ha detto di no, ma che volevano comunque la pistola. A questo punto è nata la lite tra i due. Il cliente si è impossessato di un coltello preso da una vetrina e con quello ha minacciato il titolare dell'armeria, intimandogli di consegnare la pistola. L'altro si è difeso come ha potuto ed è stato ferito a una mano dall'aggressore.

Il negoziante è stato soccorso dall'ambulanza in codice giallo e portato all'ospedale, mentre sul posto si portavano alcune volanti della polizia che hanno bloccato l'aggressore e l'hanno portato in Questura, dove è stato arrestato per tentata rapina e lesioni. E' un italiano di 56 anni e non avrebbe precedenti penali di un certo rilievo. Il questore Filippo Cerulo ha seguito personalmente tutte le fasi dell'intervento.

"Me la sono vista davvero brutta - racconta Paolo Rasponi, il titolare dell'armeria - Non mi era mai successo nella vita di avere un coltello puntato alla gola". Rasponi è appena tornato dall'ospedale con dieci punti di sutura alla mano destra. "Quel tizio era vestito in maniera elegate - aggiunge - e quando è entrato ha detto che voleva una pistola. Io gli ho chiesto se aveva il porto d'armi e quando mi ha detto di no ho replicato "E come faccio io a darti una pistola". Allora mi ha chiesto se potevo fargli vedere un fucile e ho capito che aveva qualche problema. Infine mi ha detto se potevo dargli almeno un coltellino. Per accontentarlo ho aperto la vetrina dei coltelli, volevo dargliene uno piccolo ma lui mi ha spinto e ne ha preso uno grosso puntandomelo alla gola. Per cercare di toglierglielo mi sono ferito a una mano, mentre mia moglie un cliente sono riusciti ad allontanarlo. L'ho disarmato e ho buttato il coltello dalla finestra. Quando gli abbiamo chiesto perché l'aveva fatto, ci ha risposto che voleva ammazzare una persona".

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