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Prato

Italiani e cinesi, un patto sulla fiducia

Italiani e cinesi, un patto sulla fiducia

Il progetto “Lavoro sicuro”: gli imprenditori che promettono di rispettare le regole saranno in fondo alla lista dei controlli

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PRATO. Il sindaco Matteo Biffoni e il presidente della Regione Enrico Rossi non vogliono sentir parlare di moratoria, ma gli effetti del cosidetto “Patto lavoro sicuro”, il progetto pensato da Comune e Regione per convincere gli imprenditori cinesi a mettersi in regola, potrebbe avere lo stesso effetto, cioè dare tempo a chi vuole adeguarsi alla normativa italiana.

Il progetto avrebbe dovuto essere presentato ieri pomeriggio a Firenze, ma il protrarsi dei lavori in consiglio regionale, dove si votava la variante al Pit che ha dato il via libera alla nuova pista di Peretola, ha fatto slittare la conferenza stampa a data da definirsi.

La sostanza del “Patto lavoro sicuro”, però, è già abbastanza ben definita. C’è una bozza di accordo. Al confezionista che decide di firmarla, impegnandosi a mettersi in regola, le autorità italiane danno in cambio tempo. Come? Facendo in modo che il nome della sua ditta non sia tra i primi nell’elenco dei controlli a tappeto che partiranno dal 1° settembre, quando sarà pronta la squadra di 50 tecnici della prevenzione voluti dal presidente Enrico Rossi. Il risultato, come si è detto, non è molto diverso dall’idea iniziale di una moratoria di sei mesi, perché passeranno certamente mesi prima che i firmatari dell’impegno vedano arrivare un controllo.

«In realtà i controlli della Squadra interforze vanno avanti su tutte le aziende - precisa il sindaco Biffoni - Così come vanno avanti i controlli delle singole forze dell’ordine. La nostra idea è di responsabilizzare gli imprenditori cinesi, fornendo loro il supporto delle associazioni di categoria italiane (industriali, artigiani, ndr) nel ruolo di “tutor”. Io personalmente sono preoccupato delle nuove aziende che aprono e chiudono per sfuggire alle regole. So che è un percorso difficile, ma bisogna partire e ognuno deve fare la sua parte, bisogna far rispettare le regole elementari».

Qualcuno eccepirà che le regole vanno rispettate a prescindere. «Ed è vero - osserva Biffoni - Mettiamola così: è un po’ come il ravvedimento operoso, un modo per far emergere il sommerso, tenendo bene a mente che questa è l’ultima chiamata per mettersi in regola. Perché se non è oggi, è domani: il controllo arriverà». Eppure l’ex assessore alla Sicurezza Aldo Milone ci ha provato in tutti i modi, con risultati non sempre esaltanti. «La differenza rispetto a prima - spiega Biffoni - è che adesso sono diversi i numeri: una cosa è operare con 20 tecnici, altra cosa con 50. L’attività sarà certamente più massiccia, e abbiamo un forte sostegno dalla Regione che ha puntato molto su questo progetto. Insomma, sono ottimista».

Il “Patto lavoro sicuro” partirà insieme ai controlli della task force di Rossi, vale a dire dal 1° settembre, e sarà la prova sul campo a dire se funziona.

Paolo Nencioni

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