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Prato, imprenditori accusati di truffa alla banca

Prato, imprenditori accusati di truffa alla banca

Agli ex titolari del Lanificio Coba si contesta di aver incassato due volte: dalla Bcc e dai clienti

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PRATO. Si facevano scontare le fatture in banca e poi dicevano ai clienti di pagare sul conto acces presso un altro istituto di credito. Di questo sono accusati gli imprenditori Andrea Luca Guarducci e Marcello Biancalani, già titolari del Lanificio Coba di via Lunga di Cafaggio (nel frattempo fallito).

Al processo che va avanti da ben due anni davanti al giudice monocratico Carmen Napolitano è stato sentito uno dei due imputati, Marcello Biancalani, difeso da Alberto Rocca, che ha negato gli addebiti. Il giudice ha poi disposto l’ennesimo rinvio, stavolta al mese di settembre.

Secondo la Procura i due imprenditori in pratica avevano messo in piedi un sistema per riscuotere due volte: dai clienti e dalla banca, il Credito cooperativo Area pratese. L’ipotesi è che ci fosse una doppia contabilità, fatture consegnate al Credito cooperativo per ottenere l’anticipo dell’80% sulle quali veniva indicato il conto acceso presso la Bcc; altre fatture consegnate ai clienti con l’indicazione di fare i versamenti su un’altra banca. Così facendo, è sempre l’ipotesi dell’accusa, Guarducci e Biancalani sarebbero riusciti a incassare due volte. La cosa venne alla luce quando Bcc scrisse a un cliente chiedendo per quale motivo non aveva pagato. Ma anche il curatore fallimentare David Ceni si accorse di alcune presunte irregolarità dopo la dichiarazione di fallimento e le segnalò alla Procura. Secondo il Credito cooperativo Area pratese, assistito da Francesco Cerruto, il danno subìto dalla banca ammonterebbe a 274.000 euro.

I fatti contestati si riferiscono al periodo compreso tra il 2007 e il 2009, ma per arrivare in aula ci sono voluti molti anni. A settembre, finalmente, è prevista la pronuncia della sentenza.

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